Proteste
Fontanelli: mi auguro il confronto
Per il deputato la partita non è chiusa e ora si sposta sui decreti attuativi
PISA. Tra i novemila manifestanti, c’era anche il deputato Paolo Fontanelli il quale aveva lasciato l'aula di Montecitorio al momento di votare il Jobs Act. «In coerenza con quanto deciso, ho scelto di manifestare», afferma l’ex sindaco di Pisa il quale, dopo lo sciopero di ieri contro la riforma sul lavoro, aggiunge: «Mi auguro che possa riprendere il confronto col sindacato per modificare e rendere il provvedimento più rispondente alle esigenze del mondo del lavoro: lo sciopero aveva questa piattaforma». Il confronto politico sarà sui decreti attuativi «che possono andare in un senso o in un altro e hanno dei margini di soluzione dei problemi che non sono indifferenti», spiega l’onorevole.
In questi giorni, da uno studio, è emerso un problema non indifferente su cui lo stesso Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, ha espresso la sua preoccupazione. «Non essendoci più l’articolo 18, le aziende possono licenziare e a fronte di questa decisione - spiega Fontanelli - il datore di lavoro deve pagare una determinata cifra al lavoratore che viene licenziato. Dall’altro lato sono stati varati dei provvedimenti che incentivano le nuove assunzioni attraverso sgravi fiscali. Lo studio mette in evidenza come all’azienda costi meno licenziare. Da qui la preoccupazione dello stesso Damiano. Ecco, nei decreti attuativi, va chiarito che il costo del licenziamento, invece, deve essere superiore agli sgravi fiscali. Ci sono elementi, come questo, su cuio mi auguro che il governo si renda disponibile al confronto». (g.p.)
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