Gioco
Scolmatore più potente lavori da 15 milioni di euro
La capacità del canale di far defluire le acque sarà quasi raddoppiata Dovrà difendere la città dalle piene. Cantieri al via dal prossimo aprile
PISA. Buone notizie per ciò che concerne il rischio idrogeologico e la conseguente salvaguardia di cose e persone sul territorio. Nella primavera del 2015 prenderanno avvio i lavori per la messa in sicurezza e potenziamento del canale Scolmatore, grazie all’impegno della Provincia di Pisa, che aveva sollecitato la Regione ad erogare un finanziamento di 15 milioni di euro, di cui 3 stanziati dall'Autorità Portuale di Livorno, per la realizzazione di un primo lotto di lavori.
Gli obiettivi. «Con il mio avvento alla guida dell’amministrazione provinciale - dice il sindaco Marco Filippeschi - abbiamo da subito dato la priorità agli interventi che ponessero in sicurezza il nostro territorio. Il lavoro da svolgere sul canale è d’importanza strategica perché potrà portare la capacità dello Scolmatore di far defluire le acque in mare dagli attuali 6-700 metri cubi al secondo a più di 1.000 metri cubi. In termini di sicurezza idraulica - prosegue Filippeschi - il potenziamento rappresenta quindi un significativo miglioramento per tutti i territori attraversati dal fiume Arno a valle dell’abitato di Pontedera, dove si trova l’opera di presa del canale, e soprattutto per il centro abitato di Pisa dove l’alveo del fiume si restringe».
I lavori. Un anno e mezzo la durata di questo primo, fondamentale intervento, cui seguiranno altre opere, suddivise in due lotti, per una spesa complessiva di 51 milioni di euro, che entro il 2018 dovrebbero (condizionale d’obbligo) consegnarci un’opera, lo Scolmatore, che dalla sua nascita ad oggi non ha certo beneficiato di adeguata manutenzione e/o ristrutturazione. Anche la zona della foce, dopo questi interventi, non sarà più la stessa, con migliorie ambientali che in parte riporteranno all’originario aspetto, con la riproposta delle dune di sabbia e un paio di laghetti che richiameranno soprattutto specie volatili, da tempo scomparse dalla zona. «Abbiamo seguito l’obiettivo della messa in sicurezza idraulica dello Scolmatore con particolare attenzione - dice Giovanni Bracci, dirigente del Servizio Difesa del Suolo della Provincia -. Per ottenere questo risultato lavoreremo al dragaggio della parte terminale dello Scolmatore per approfondire i fondali, che attualmente sono a quota zero, sino a circa 3,5 metri sotto il livello del mare. Con i successivi lotti tale dragaggio sarà esteso a tutto il tratto che va dal ponte sull'Aurelia sino alla foce, per una lunghezza complessiva di 4,5 chilometri».
La foce armata. Essenziale sarà la realizzazione della foce armata, attraverso due moli di poco più di 500 metri, uno a nord e uno a sud, che “accompagnano” l’uscita in mare dello Scolmatore fino a 3,5 metri di profondità. «Creare questo nuovo profilo del fondo alveo - continua Bracci - consentirà di evitare l’accumulo dei sedimenti sotto costa, causa dell’insabbiamento della foce e primo problema da risolvere». Il bando di gara europeo, per questo primo lotto, sarà pubblicato entro gennaio 2015. La ditta vincitrice inizierà i lavori non oltre il 30 aprile del prossimo anno. La durata prevista per l’esecuzione dei primi lavori è di circa un anno e mezzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google