Gioco
Aeroporto, al Galilei contributi pubblici per 10 milioni di euro
Intervento di Naldi (Corporacion) in consiglio comunale «Serviranno per ampliare il terminal passeggeri»
PISA. Pisa chiede garanzie e chiarimenti in vista del 19 dicembre, data in cui il consiglio di amministrazione della Sat (la società dell’aeroporto Galilei) sarà chiamato a votare sulla proposta di fusione con lo scalo Vespucci di Firenze. «La concorrenza è finita e Pisa sarà elemento portante della società unica, l’obiettivo dei 7 milioni di passeggeri è confermato, così come i piani di sviluppo», la risposta di Roberto Naldi, presidente di Corporacion Amnerica per l’Europa, società che ha la maggioranza di entrambi gli scali toscani, di fronte al consiglio comunale.
Enti pisani uniti. Da parte di Naldi, dunque, rassicurazioni ai pisani su tutti i fronti, nell’ambito di un clima diverso rispetto alla fase più calda della battaglia degli aeroporti. «Noi non abbiamo mai fatto polemiche», dice Naldi. Mentre il sindaco Marco Filippeschi parla «di dialogo aperto», ma «le preoccupazioni ci sono sempre». Infatti a Corporacion ha inviato una lettera non a caso firmata anche dai presidenti di Fondazione Pisa (Claudio Pugelli) e Camera di Commercio (Pierfrancesco Pacini). «Importante è ora mantenere questa unità», sottolinea Filippeschi, ovvero quella dell’ex patto di sindacato che insieme, con la proprietà del 34% delle azioni Sat, ha un «potere condizionante» rispetto alla fusione.
Richieste e risposte. Scorrendo l’elenco delle richieste pisane, Naldi ha ribadito l’impegno perché Ferrovie vari i collegamenti ferroviari veloci con Firenze («stanno studiando le progettazioni»), per un nuovo terminal da 6 milioni di passeggeri al Galilei («lavori dalla prossima estate») e per ogni condizione «che possa mantenere i low cost, primo tra tutti Ryanair, al Galilei». Altra conferma sulla diversa specializzazione tra scali, «evidenziata anche nel progetto di fusione». Le cui prospettive si basano su ingenti contributi pubblici (statali): 150 milioni di euro su 300 complessivi per Firenze, «ma anche Pisa dovrebbe ricevere uno stanziamento a sostegno del nuovo terminal, forse 10 milioni di euro, di 15 possibili: ora incrociamo le dita». E se qualcosa dovesse andare storto, facendo saltare questa mole di aiuti del governo? «Faremo un piano B», ha detto Naldi senza entrare nei dettagli. E sicuramente facendo scongiuri.
Il nodo del voto. Ma come voteranno i rappresentanti dei soci pubblici al cda di Sat? Nessuno si sbilancia. «Servono chiarimenti, dobbiamo ancora vedere il progetto di fusione», è la posizione di Filippeschi. «Tra lunedì e martedì prossimi sarà tutto inviato», ribatte Naldi affiancato dagli advisor incaricati degli studi. Il sindaco chiede anche a Corporacion di capire, prima di decidere, «che tipo di fusione sarà proposta» e con «quali vantaggi». Per Naldi i vantaggi sono indubbi, a cominciare «dalla possibilità dei soci pubblici di partecipare, proprio grazie alla società unica, all’attività dell’intero sistema toscano degli aeroporti». Più una serie di benefici come «una maggiore forza di contrattazione con le compagnie aeree» ed economie di scala «che portano risparmi». L’ultima richiesta pisana è per avere la sede della società unica, traduzione della frase «mantenimento delle funzioni operative più rilevanti presso il Galilei».
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