Il dolore
San Francesco de’ Ferri, gioiello in pericolo
I lavori di restauro per l’antico convento sono una priorità, ma il tempo stringe e il degrado avanza
PISA. Il grido d'allarme lanciato dal sindaco Marco Filippeschi, l'appoggio del Consiglio Comunale, l'interesse dell'amministrazione e della prefettura fanno ben sperare: i lavori di restauro per recuperare un gioiello artistico come il complesso conventuale di San Francesco de’ Ferri sono tra le priorità cittadine.
La sovrintendenza, proprietaria del chiostro, ha presentato alla Fondazione Pisa un progetto di restauro: entro il 15 aprile è prevista la firma della convenzione tra Sovrintendenza e Fondazione, sullo schema già sperimentato per la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri. La soluzione è stata individuata al tavolo convocato dal prefetto il 3 febbraio 2014 , su richiesta del sindaco Filippeschi, preoccupato per le condizioni del chiostro, minacciato da infiltrazioni d'acqua e cedimenti.
Il Comune si è detto disponibile ad offrire tutto il supporto tecnico necessario. Inoltre pochi sanno che attraversando il chiostro, attualmente in una situazione di criticità evidente, è possibile ammirare la Sala del Capitolo o Sala di San Bonaventura, preziosa quanto sconosciuta testimonianza dell'arte trecentesca a Pisa nonché traccia indelebile della storia del francescanesimo. Inagibili, se non si interviene sul cortile che rappresenta il cuore pulsante di tutto il sistema, anche le sale parrocchiali e il convento che peraltro svolge la funzione importantissima di mensa per i poveri. «Il sistema complessivamente è in forte sofferenza - spiega l'assessore ai lavori pubblici e bilancio Andrea Serfogli - ed è necessario un intervento di restauro e recupero per scongiurare il rischio incombente di deperimento. Ci siamo attivati nel 2011 con apposita delibera di giunta chiedendo il trasferimento del bene anche per lanciare un allarme circa lo stato in cui versa il complesso conventuale che costituisce un bene di tutta la città. Abbiamo individuato dei lotti specifici sul chiostro per mandarlo a gara: un primo lotto provvederà alla messa in sicurezza e al consolidamento del chiostro, in particolare del lato sud-ovest. Ulteriori lotti prevedono la manutenzione della facciata della chiesa, delle vetrate artistiche e del campanile. Noi contiamo di definire - conclude l'assessore- con la Fondazione l'apertura del cantiere sul chiostro nei primi mesi del prossimo anno. Questo è un monumento importante che non ha una priorità diversa o secondaria rispetto alle criticità presentate dalla Certosa di Calci, la Sapienza, il museo delle navi o l'acquedotto mediceo».
Rebecca Pardi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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