Il Tirreno

Pisa

Pisa capitale della protesta domani il maxi corteo

di Danilo Renzullo
Pisa capitale della protesta domani il maxi corteo

Per lo sciopero di Cgil e Uil arriveranno lavoratori e studenti da tutta l’area vasta Prevista la partecipazione di collettivi autonomi, il ritrovo in piazza Guerrazzi

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PISA. Un'imponente manifestazione attraverserà domani Pisa per rivendicare politiche che rimettano al centro il lavoro e i diritti dei lavoratori, ma anche per chiedere un'inversione di rotta in materia economica e di protezione sociale. Nel giorno dello sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil e dalla Uil, a Pisa migliaia di persone (lavoratori, precari, disoccupati e studenti) provenienti da tutti i territori dell'area vasta costiera (Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara) scenderanno in piazza contro il Jobs Act, la legge di Stabilità e le politiche economiche del governo Renzi che, affermano i due sindacati, «rischiano di peggiorare le condizioni di milioni di persone e ridurre le tutele di chi è più colpito dalla crisi».

Il corteo organizzato dalla Cgil e dalla Uil, dopo il concentramento in piazza Guerrazzi alle 8.45, attraverserà le strade del centro e si concluderà in piazza San Paolo all'Orto. «Sarà una giornata di lotta e mobilitazione – sottolinea Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Pisa - Abbiamo registrato un forte dissenso verso le iniziative del governo legate alle politiche del lavoro e un sempre maggiore consenso per la mobilitazione, che ci porta a prevedere una grande partecipazione».

Dai sindacati parte anche una forte richiesta al governo per un radicale cambiamento delle politiche economiche che sta portando avanti. «La legge di Stabilità – continua Francese –, se portata avanti, determinerà un peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori e delle famiglie. Le linee guida della legge, appesantite da previsioni di crescita sbagliate, vanno modificate. Chiediamo un radicale cambiamento delle politiche economiche e sul lavoro, sulla base di una serie di proposte concrete che abbiamo cercato di sottoporre al governo. Speriamo che dopo lo sciopero si possa aprire un serio confronto».

Il governo, nonostante le promesse, secondo i sindacati continua a percorrere una strada che non ha prodotto, né produrrà risultati. Ad alimentare le tesi delle organizzazioni sindacali sono i numeri: in provincia di Pisa sono oltre 60mila i disoccupati (20mila i giovani senza lavoro) e la cassa integrazione negli ultimi anni è aumentata del 45%. «Su questi dati bisogna riflettere e occorre cambiare rotta – aggiunge Renzo Rossi, segretario generale della Uil Toscana Costa -. Il Jobs Act invece smantella l'articolo 18 e dà mano libera alle aziende di licenziare: non ci saranno tutele crescenti, ma solo tutele in meno».

Riforma degli ammortizzatori sociali, contrasto al lavoro precario, tutele per i lavoratori licenziati ingiustamente: sono solo alcune delle rivendicazioni che i sindacati porteranno in piazza. «Iniziamo una battaglia sapendo di dover combattere una guerra – conclude Maurizio Strazzullo, segretario generale della Cgil di Livorno, dove si registra uno dei tassi di disoccupazione più alti della Toscana -. Chiediamo ascolto e risposte concrete».

“Una città in comune” sostiene e invita a prendere parte alla manifestazione e allo sciopero: «Facciamo sì che il paese si fermi e scenda in piazza per dire no alle politiche economiche e del lavoro, recessive e anti-sociali del governo». I Giovani Comunisti della federazione di Pisa («in maniera critica») e il Municipio dei beni comuni saranno in piazza per quella che si annuncia una delle più partecipate manifestazioni degli ultimi anni.

Intanto oggi scioperano i 18 portieri della Provincia il cui posto è a rischio.

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