Sicurezza
Continua l'occupazione della casa popolare in Gagno
La coppia che l'ha occupata: "Aspettiamo un bambino, non vogliamo perdere anche questo". Lorenzo Bani, presidente dell'Apes: "E' scandaloso togliere a un anziano invalido la casa che gli spetta di diritto e della quale ha bisogno"
PISA. Continua a Gagno l'occupazione di una casa popolare da parte di una giovane coppia, Evelyn Glaudi e Pasquale Tarantino, che martedì notte sono entrati in un appartamento dell'Apes, l'azienda comunale che gestisce l'edilizia sociale.
Anche nella giornata di giovedì 11, i funzionari dell'Apes e una pattuglia della polizia municipale hanno tentato inutilmente di convicere i due ragazzi a lasciare l'immobile e accettare un altro tipo di sistemazione provvisoria.
Amaro il commento di Lorenzo Bani, amministratore unico di Apes, che spiega: “Siamo al paradosso. Apes si sta impegnando fortemente per sistemare il maggior numero di alloggi che si liberano in modo da dare risposta a tutti i soggetti che sono in graduatoria e che hanno un bisogno disperato di casa”.
“Ho più volte detto – ribadisce Bani - che è scandaloso occupare le case popolari perché si toglie il diritto a chi aspetta con ansia una risposta. Ci sono percorsi legali attraverso il segretariato sociale della Società della salute e le opportunità delle graduatorie per tutti i cittadini in difficoltà. L’episodio di questi giorni dove è stato occupato un alloggio in via di Gagno già assegnato ad un anziano disabile, è ancora più preoccupante. Nessuno si sente più sicuro nella propria abitazione o nel diritto acquisito di un alloggio popolare dopo anni di attesa. Bisogna intervenire rapidamente perché questo non diventi un pericoloso precedente per il futuro”.
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Ha spiegato Pasquale al Tirreno: "Non ci muoveremo da qui se non per andare in un'altra casa. Non vogliamo un albergo o una sistemazione diversa, vogliamo un luogo dove possiamo stare dignitosamente e senza disturbare altri. Quando siamo entrati qui non sapevamo se questo apparramento fosse stato assegnato a qualcuno: era disabitato, vuoto. Non abbiamo forzato niente per entrare, era aperto".
Secondo Evelyn, "siamo stati costretti a farlo, non bogliamo danneggiare nessuno. Da un anno e mezzo dormiamo all'aperton ella stazione di Pisa o in quella di Livorno: non ce la facciamo più. L'anno scorso ho perso il bambino che portavo in grembo, ora ne aspetto un altro. In una casa ho la speranza di farlo nascere, fuori come farei?".
L'assessore comunale alle politiche abitative Ylenia Zambito fin dal primo momento ha manifestato l'intenzione del Comune di non cedere: "Non si può accettare questa deriva, non si può accettare una guerra fra poveri. L'anziano disabile che è il legittimo assegnatario ha dovuto aspettare tre anni in graduatoria per entrare in casa e ora questo non gli è stato permesso: abbiamo il dovere di tutelare il suo diritto alla casa".
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