Il dolore
Provincia tra tagli e riforma dipendenti nell’incertezza
PISA. Futuro ancora incerto per i circa 500 dipendenti della Provincia di Pisa, ente riformato dalla legge “cancella-province” di Graziano Delrio, entrata in vigore da aprile, tra le proteste dei...
PISA. Futuro ancora incerto per i circa 500 dipendenti della Provincia di Pisa, ente riformato dalla legge “cancella-province” di Graziano Delrio, entrata in vigore da aprile, tra le proteste dei lavoratori. Ma le forbici del governo affonderanno ulteriormente le risorse disponibili. Per capire a quanto ammontano i tagli bisogna aspettare l’approvazione della legge di stabilità, in questi giorni in discussione al Senato. L’attuale testo della finanziaria impone alle Province tagli per un miliardo nel 2015, due miliardi nel 2016 e tre miliardi nel 2017.
Secondo le stime rese note a settembre dal governo, degli oltre 47mila dipendenti delle amministrazioni provinciali, 27mila dovrebbero rimanere nei loro uffici, mentre i rimanenti 20mila dovrebbero migrare nelle altre amministrazioni locali (Regioni e Comuni). In base a queste proporzioni circa 200 dipendenti della Provincia di Pisa verrebbero trasferiti in altre sedi, senza alcuna garanzia circa le mansioni da svolgere.
Di questi numeri e delle ricadute sui servizi al cittadino stanno discutendo gli enti locali. Ieri un primo incontro a Firenze tra i referenti delle Province toscane. «Deve essere chiaro - ha detto Alessandro Pastacci, presidente dell’Unione Province d’Italia - che si sta tagliando un miliardo di servizi ai cittadini, non alle Province».
Per il 2015 l’Upi ha stimato una diminuzione del 50% delle risorse disponibili per i servizi offerti dalla Provincia di Pisa. Nei giorni scorsi Marco Filippeschi, neo presidente della Provincia, ha espresso grandi preoccupazioni riguardo ai contenuti della finanziaria. «Scuole, strade, ambiente e difesa del suolo sono funzioni d’importanza essenziale per la nostra comunità che con la legge Delrio l’ente intermedio, gestito dai comuni, dovrà garantire - dice Filippeschi -. Le Province toscane sono pronte a gestire un ordinato trasferimento delle funzioni. Stato e Regioni devono mantenere i loro impegni, senza scarichi di responsabilità, assumendo i costi della transizione».
Il gruppo Una città in comune-Prc ha sollevato il caso dei diciotto lavoratori delle portinerie della Provincia «il cui appalto scadrà a fine anno e che con ogni probabilità non verrà rinnovato. Le risorse ci sono e Filippeschi le usa non per i lavoratori, ma per nominare il suo ex assessore Giovanni Viale come consulente della Provincia, con una retribuzione da 80mila euro l’anno. Riteniamo questa nomina scandalosa. Chiediamo si trovi subito una soluzione per i 18 lavoratori e l’annullamento dell’incarico dato a Viale».
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