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Sesso e metodi contraccettivi, le giovani pisane ne sanno poco

Gian Ugo Berti
L'ingresso di un reparto di ginecologia (foto d'archivio)
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L'ingresso di un reparto di ginecologia (foto d'archivio)

Silvia Maffei, ginecologa della Fondazione Monasterio: «Molte ragazze si avvicinano al tema con pregiudizi e ignoranza, spesso i primi timori sono l’aumento di peso e la cellulite»

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PISA. Più lavoro e studio, meno matrimoni e figli. Negli ultimi dieci anni anche a Pisa è cambiato il modo d'impostare il futuro anche per le giovani di età compresa fra i 18 ed i 24 anni. Lo stesso è accaduto a livello sentimentale dove cade a picco la fiducia nell'amore, con esperienze di separazioni e solitudine in famiglia che portano a non credere e non desiderare più così tanto un rapporto d'amore( il 25% lo considera un obbligo ed il 30% si dichiara insoddisfatta della propria relazione sessuale).

Lo studio Gfk Eurisko rivela inoltre poca responsabilità nella contraccezione: frequente è il sesso "senza protezione", soprattutto fra le più giovani (poco uso della pillola, non rara è la dimenticanza a prenderla con circa due sbagli nell'ultimo mese, non sempre si usano i profilattici, in media solo un caso su due).
Informazioni su sesso e contraccezione arrivano soprattutto da internet (75%), partner, ginecologo ed amiche intorno al 50%, soltanto in ultima posizione le mamme, a significare un sostanziale, preoccupante salto di generazione.

Sulle scelte ormonali, il 70% non conosce alternative alla pillola. Il 40% che utilizza un metodo anticoncezionale a base d'ormoni vorrebbe cambiarlo. C'è desiderio di maggiori conoscenze e secondo un'indagine della Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia la figura più adatta si dimostra essere il ginecologo.
Tempi e modi d'assunzione si manifestano poi quali punti importanti: così il cerotto settimanale, ma anche l'anello contraccettivo sono da prendere in considerazione non solo perchè a basso dosaggio, senza quindi interferenza con il metabolismo della donna, con la sua fisicità, ma anche perché la somministrazione una volta al mese le rende più libere di vivere la sessualità senza scadenze quotidiane, avendo la possibilità di conoscere meglio il proprio corpo. Sono alcune conclusioni della ricerca Ecos.

In particolare, dopo il colloquio, la percentuale di donne che si orienta verso la scelta dell'anello contraccettivo aumenta di quattro volte, quelle del cerotto sale dal 3% al 7%, mentre invariata è la preferenza della pillola.

Secondo Silvia Maffei, ginecologa alla Fondazione "Gabriele Monasterio", il livello della cultura della contraccezione a Pisa è poco soddisfacente. «Nonostante le molte campagne d’educazione sui media e il coinvolgimento di varie istituzioni come le strutture consultoriali, gli ambulatori della contraccezione nelle cliniche ginecologiche ed anche, in alcuni casi, la scuola, molte giovani si avvicinano alla contraccezione con sospetto, pregiudizi e molta ignoranza, purtroppo anche nella nostra città. Nella mia esperienza clinica la prima preoccupazione espressa dalle ragazze che chiedono la contraccezione, è il timore della cellulite e dell'aumento di peso. Viene spesso riferita l'opinione di una conoscente o di una amica. Il "sentito dire" diventa certezza, senza il desiderio di approfondimento o il sospetto che la contraccezione non è uguale per tutte e che quindi possa utilizzare vie e sostanze diverse per donne diverse. Invece, mai come in questi ultimi anni, la ricerca in ambito contraccettivo è andata evolvendosi sia nei dosaggi che nelle molecole e nelle vie di somministrazione, consentendo la personalizzazione della proposta contraccettiva. Un altro aspetto - prosegue Maffei - è che spesso le donne non sono a conoscenza del fatto che la contraccezione ormonale può avere anche una funzione terapeutica. La strada per far conoscere la contraccezione è ancora lunga ma assolutamente percorribile».

Ma tante cose cambieranno in un prossimo futuro: «Nonostante le proposte attuali in tema di contraccezione siano già molte e diversificate, lo scenario futuro ci riserva ancora molte sorprese. Avremo a disposizione strumenti nemmeno immaginabili fino a qualche anno fa. Ad esempio, fra non molto tempo sarà possibile assumere un contraccettivo e decidere quando programmare il ciclo mestruale. Sarà la donna a decidere quando avere il ciclo. Ma questo è solo un esempio. Consiglio a tutte le donne che vogliano prendere in considerazione la contraccezione ormonale e non, di tenersi aggiornate».
 

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