Sicurezza
Assalto di un rapinatore seriale alle Coop
Prima a Tirrenia e mezz'ora dopo a Vecchiano dove prende in ostaggio un cliente. Il volto travisato da una sciarpa e in testa il cappuccio della felpa
PISA. Prima la rapina alla Coop di Tirrenia alle 19,30 puntando la pistola contro un cassiere, poi un'altra rapina alle 20,02 alla Coop di Vecchiano dove un cliente viene preso in ostaggio e minacciato con la pistola alla tempia. L'autore, in ambedue i casi, indossava una felpa col cappuccio sulla testa, aveva il volto travisato da una sciarpa e impugnava una pistola. E quelle poche parole che ha pronunciato non hanno tradito alcun accento straniero.
Potrebbe essere lo stesso? Un rapinatore seriale che sabato sera ha portato il terrore nelle due Coop all'ora di chiusura? E' l'interrogativo che si stanno ponendo i carabinieri. I tempi sono un po' stretti anche se 20-25 minuti sono sufficienti per spostarsi da Tirrenia a Vecchiano, da un luogo all'altro. Ma è quella pistola nelle mani e quella determinazione che non fa escludere che possa essere il solito bandito.
Quando il malvivente è entrato alla Coop di Tirrenia, è andato alle spalle del cassiere che in quel momento si trovava in piedi. Il rapinatore gli ha poggiato la canna della pistola alla schiena. "Non ti voltare, è una rapina": e si è fatto consegnare i soldi che erano in cassa, 800 euro. Quindi, è fuggito. Non si esclude che fuori ci potesse essere un complice in auto. Considerando che in via Pisorno sono in corso i lavori per la fognatura e il traffico e regolato da un semaforo, appare improbabile che quella possa essere stata la via di fuga.
Ma ecco che dopo neanche mezz'ora un'altra rapina avviene alla Coop di Vecchiano, in via Argine Vecchio. In questo caso, l'azione è più cruenta e il panico è stato tangibile. Essendo l’ora di chiusura, le porte erano chiuse e potevano uscire soltanto i clienti all'interno. Nessun altro poteva più entrare. Invece, accade l'imprevisto.
Un cliente spinge la porta per uscire quando il rapinatore è lì pronto: gli punta la pistola alla testa e gli intima di rientrare. Ci sono tre casse aperte cui lavorano due donne e un uomo. Ci sono i clienti in coda. "Fate in fretta, voglio i soldi" dice il rapinatore con accento italiano, il cappuccio sulla testa e la sciarpa al volto. Tiene stretta la pistola in mano puntata alla testa del cliente impaurito. Come spaventati lo sono tutti gli altri. I cassieri sono sotto choc. Interviene la direttrice a cui il rapinatore allunga uno zaino verde (ecco un elemento importante) dicendole di riempirlo delle banconote che sono nelle tre casse. E' l'incasso dell'ultima ora in quanto, proprio contro il pericolo rapine, vengono eseguiti versamenti continui. Una volta svuotate le casse, la preoccupazione è stata quella di lasciare il bandito andare via subito e chiamare i carabinieri. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle videocamere: e si capirà se davvero c'è un rapinatore seriale.
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