Italia
«Abbiamo il mutuo, come facciamo?»
Davide e Virginia, che sono fidanzati e convivono, da due anni lavorano alla Gb srl: «Ci scaricano come oggetti»
PISA. Come ogni mattina ha indossato quella pettorina color arancio diventata nelle ultime settimane il simbolo della difesa del suo posto di lavoro. Come ogni mattina, Davide, 26 anni, insieme alla sua compagna Virginia, ha raggiunto il car rental del Galilei. Uno stabilimento a poche centinaia di metri dall’aeroporto dove hanno sede le società di autonoleggio. Intorno un enorme parcheggio da dove ogni giorno partono centinaia di auto, muovendo volumi di affari milionari. Da oltre due anni Davide e Virginia lavorano alla Gb srl. Un contratto e uno stipendio dignitoso, nonostante il duro lavoro, sono le garanzie per costruire una vita. O, almeno, questa era la speranza.
«Avendo trovato una certa stabilità abbiamo comprato una casa e acceso un mutuo», spiega Davide. «Abbiamo provato a realizzare un sogno», continua, che rischia di infrangersi contro una lettera, quella inviata dalla Gb srl ai sindacati pochi giorni fa. Poche righe per annunciare la chiusura dell’unità produttiva di Pisa e un lungo elenco di lavoratori da licenziare. «Il futuro? Una bella domanda - prosegue Davide -. Non sono mai riuscito a trovare un lavoro compatibile con i miei studi (diploma all’Itis), così come la mia ragazza. Non so che futuro possiamo avere se la richiesta della Gb srl andrà in porto».
Quella di Davide e Virginia è la storia comune dei tanti ragazzi (la maggior parte under 30) impiegati nell’azienda. È un giorno di festa. Ma per i lavoratori della Gb srl, l’8 dicembre è un giorno di lotta. Lo stesso dallo scorso 28 ottobre, quando, all’apertura della prima procedura di licenziamento collettivo, si sono riuniti in presidio permanente. Davide, Virginia, quasi tutti i dipendenti della Gb srl e decine di lavoratori “solidali”, alle sette di ieri mattina hanno indossato la pettorina color arancio (la stessa usata per lavorare) e si sono radunati in presidio davanti al car rental del Galilei.
Una trentina di persone, due striscioni e tanta rabbia. «Dopo anni di lavoro ci scaricano come oggetti», dice Davide. Bloccano il traffico, in entrata e in uscita, delle auto delle società di autonoleggio. Rivendicano il diritto al lavoro, «ma soprattutto dignità». Chiedono il ritiro della mobilità e un incontro: un tavolo per mettere di fronte tutti i soggetti coinvolti nella vertenza per capire quali sono le intenzioni e se esiste ancora uno spiraglio. Sul posto polizia e municipale e una lunga coda di auto. Dopo oltre cinque ore strappano un risultato: un incontro in prefettura da convocare nei prossimi giorni. La Sat si dice disponibile a partecipare, la Europcar forse. Il futuro dei 18 lavoratori resta in bilico. Le loro speranze aggrappate alla lotta per il lavoro.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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