Il Tirreno

Pisa

Travolto sulle strisce muore sul colpo

di Pietro Barghigiani
Travolto sulle strisce muore sul colpo

Tragedia di notte: dopo il primo impatto il corpo sbalzato su un altro veicolo Positivi all’etilometro l’investitore e la conducente della seconda vettura

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Lo ha centrato una Peugeot (nella foto) mentre stava attraversando la strada sulle strisce zebrate. Un impatto violento e dall’esito mortale. Il pedone, Iliev Stanmir, 39 anni, bulgaro, è stato sbalzato per una dozzina di metri dando il via a una carambola conclusa contro una seconda auto: una Kia Picanto rimasta ferma nella corsia opposta per consentire all’uomo di passare da un lato all’altro della carreggiata.

È successo intorno alle una tra sabato e domenica in via Contessa Matilde a due passi dalla rotatoria che smista il traffico tra il viale delle Cascine, via Nelli, via Bonanno Pisano e la strada dello schianto mortale.

L’investitore, 50 anni di Pisa, positivo all’alcoltest come la guidatrice della Kia, è indagato per omicidio colposo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. Patenti ritirate, taglio di dieci punti e auto sequestrate a entrambi gli automobilisti.

Sull’asfalto i vigili urbani non hanno trovato segni di frenata. C’era, invece, il corpo senza vita di un bulgaro, residente nella zona di via Pietrasantina con una giovane 22enne, originaria di Lucca. Non è stato facile risalire all’identità della vittima che al momento dei rilievi non aveva con sé documenti.

L’incidente ha obbligato la polizia municipale a sottoporre al test dell’etilometro i conducenti delle due macchine coinvolte. Per entrambi l’esito è stato positivo.

L’investitore, che ha insospettito gli agenti perché non era in pieno equilibrio e dava segni di probabile assunzione di alcol, aveva un tasso superiore a 1,5 g/l, una condizione che contempla la confisca del mezzo.

Tra 1 e 1,5 g/l era il valore, invece, segnato dallo strumento per la guidatrice della Kia Picanto, una 22enne di Pisa, neopatentata, testimone impassibile di una tragedia consumata davanti ai suoi occhi e alla fine denunciata per guida in stato di ebbrezza. Solo perché quella sagoma esanime è finita sotto la sua macchina tirandola dentro una storia che l’ha inguaiata.

La sequenza è durata pochi attimi. Il tempo di consegnare la scena dell’investimento alla vista di alcuni testimoni che hanno solo potuto chiamare il 118 per un soccorso che si è rivelato inutile. Il personale della Croce Rossa ha solo ricomposto la salma per trasferirla all’obitorio dopo il via libera del sostituto procuratore di turno, Sisto Restuccia.

Secondo la dinamica ricostruita dai vigili urbani il bulgaro è stato investito dalla Peugeot 208 mentre stava attraversando da sud a nord sulle strisce pedonali.

«Non l’ho visto, è apparso all’improvviso» avrebbe detto l’automobilista alla polizia municipale. La strada era bagnata, ma le strisce visibili e con un’illuminazione non carente.

Chi ha assistito alla scena non ha riferito di una velocità eccessiva. Ma l’urto ha lo stesso trasformato in un “proiettile” a traiettoria libera la vittima rimbalzata su una macchina immobile. Quel primo impatto letale ha scaraventato il corpo del 39enne contro la Picanto. Il pedone era già morto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa