Il Tirreno

Pisa

La futura Scuola Sant’Anna sorgerà a San Giuliano

di Giovanni Parlato
La futura Scuola Sant’Anna sorgerà a San Giuliano

Inaugurato l’anno accademico: il rettore Perata traccia il futuro dell’istituto Entro diciotto mesi aprirà il cantiere, il primo lotto costerà dodici milioni

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PISA. Inaugurato l’anno accademico 2014-15 della Scuola Superiore Sant’Anna guardando al futuro. Il rettore, Pierdomenico Perata, ha messo in risalto idee e progetti che presto cambieranno il volto della Scuola d’eccellenza, il presidente Yves Mény ha messo in evidenza come la società sia cresciuta sotto la spinta della ricerca e del valore di quest’ultima, per l’Italia e per i giovani, ha parlato la senatrice a vita Elena Cattaneo nella lectio magistralis “Il semplice coraggio di tornare a credere nella ricerca, in Italia”.

Il campus a San Giuliano. Il rettore ha affermato che «il modello medievale di campus non può più funzionare. Le infrastrutture moderne hanno bisogno di essere sviluppate in ambienti idonei e importante è la vicinanza fra i ricercatori». Per questo motivo, da tempo alla Scuola Superiore Sant’Anna si sta pensando a un campus dove trasferire laboratori e ricerca. La scelta è caduta sul territorio di San Giuliano, ma a due passi da Pisa: nell’area di San Cataldo non lontano dal Cnr, davanti alla nuova sede del dipartimento di Chimica. «Il primo lotto costerà 12 milioni di euro e fra 18 mesi verrà aperto il cantiere. E fra altri 18 mesi, sarà terminato. È un percorso di non ritorno. Ci saranno almeno altri 5 lotti e ciò dipenderà dalla disponibilità finanziaria. Il primo lotto occuperà una superficie di 4mila metri quadrati e a fine progetto, ma ci vorranno diversi anni, il campus occuperà uno spazio di 30mila metri quadrati».

Federazione con Iuss. L’Istituto universitario di studi superiore di Pavia sarà il “fratello” della Scuola Sant’Anna. Ci sarà un unico consiglio di amministrazione per le due istituzioni. «E' un primo passo - afferma Perata - nel quale crediamo molto che permetterà scambi didattici e progetti condivisi senza duplicare le attività di ciascuno». La Federazione Sant’Anna-Iuss avrà in tutto 633 allievi e 419 allievi Phd (dottorandi di ricerca).

L’organizzazione. Il modello della Scuola Sant’Anna ha una sua peculiarità ben precisa e continuerà a essere il sostegno per lo sviluppo futuro. Alla base c’è la formazione degli allievi e un ruolo fondamentale viene occupato dalla ricerca e dalla innovazione.

I laboratori. Il modello Sant’Anna priviliegia una ricerca concreta e non fine a se stessa. E il rapporto con le imprese e il mondo del lavoro ha uno spazio rilevante. Il centro Inphotec (dove si studiano le tecnologie fotoniche integrate) ha una convenzione con Ericsson e la produzione del “pomodoro nero” è entrata nel mercato. Sono due esempi dell’ampio ventaglio della ricerca.

La Scuola medica. Sono 60 gli allievi di medicina e 30 i dottorandi. Nella formazione di questi allievi, un ruolo sempre più importante l’avrà la collaborazione con la Fondazione Monasterio. Un incontro fra due eccellenze dove la Fondazione aprirà le proprie porte agli allievi per la formazione e la pratica clinica.

La libertà della ricerca. Nella sua lectio magistralis la senatrice Elena Cattaeno ha sottolineato l’importanza di preservare e difendere la libertà dello studio e della ricerca dove la competizione non deve essere fra persone, ma fra idee.

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