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Settimana di nuove tasse, enti indispensabili, parcheggi gratuiti, aiuole calpestate e costi a voto

Tanfucio

Il governo vuole abolire il Consorzio di bonifica Fiumi e Fossi. Ma come si permette? Fu fondato da Lorenzo il Magnifico

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Settimana di nuove tasse, enti indispensabili, parcheggi gratuiti, aiuole calpestate e costi a voto.

Finalmente arriva una nuova tassa: l'Iscop, serve al Comune per finanziare opere indispensabili alla città (le altre non lo sono?). Il fatto curioso è che, tra queste, ci sono un paio di opere idrauliche (la messa in sicurezza di Porta a Lucca, la fognatura di Tirrenia) e uno si chiede, ma nella bolletta dell'acqua non paghiamo già una quota per questi investimenti? E, ancora, non paghiamo anche la famosa tassa "fiumi e fossi"?

Già, il Consorzio Fiumi e Fossi, quello che, dopo l'esondazione del Serchio ci spiegò che la questione non era di loro competenza (per cui fu rinominato "Consorzio Fossi e basta").

Ora, dopo la riforma regionale, pareva aver trovato nuovo slancio, sennonché il governo, considerandolo inutile, vorrebbe addirittura abolirlo. Ma come si permettono? Fu fondato da Lorenzo il Magnifico, perbacco. E poi i suoi rappresentati sono eletti direttamente dal popolo (l'ultima volta, l'affluenza oceanica alle consultazioni che eleggono le popolatissime assemblee consortili, ha raggiunto il suo picco storico sfiorando il 3% degli aventi diritto).

Comunque, come ogni brava azienda gestita con criteri manageriali, sta già pensando a diversificare la propria attività. Come? Per rimediare al problema dei parcheggi, ad esempio. Come ogni passante può vedere ha messo a disposizione il bel giardino del "Palazzo dei Consoli del mare" - l'unico sul lungarno - che ospita generosamente decine di auto. Nello spiazzo antistante all'edificio, ma anche sotto gli alberi con le ruote sul prato: c'è posto per tutti. Chi, come me, è parte di una generazione che fu terrorizzata dai cartelli: "Non calpestare le aiuole", prova un qualche fastidio, ma è evidente che è un prezzo da pagare alla modernità.

La frase della settimana risale esattamente a un anno fa. Era contenuta nella mozione del Ncd in Regione che, dopo le elezioni dei Consorzi, fece due conti: "Rilevato dai dati forniti che hanno effettivamente partecipato al voto circa 40mila toscani e constatato che per lo svolgimento delle votazioni la Regione Toscana ha speso circa 650mila euro, il costo è di circa 16 euro a voto". Nemmeno tanto.

Alla prossima.
 

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