Il Tirreno

Pisa

Non soltanto Imu e Tasi ora si paga anche l’Iscop

di Francesco Loi

È la nuova tassa di scopo (ma non devono versarla tutti): gettito da 1,3 milioni Per i tre tributi la scadenza da rispettare è quella di martedì 16 dicembre

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PISA. Quella di martedì 16 dicembre è una data da segnare in rosso sul calendario. La scure del fisco si abbatte sui proprietari di case, immobili e fondi. Entro questa scadenza si deve pagare la seconda rata della Tasi, il saldo dell’Imu e, a Pisa, anche la Iscop (l’imposta di scopo): una novità assoluta, ci sono pochi casi in Italia, e interessa tutti coloro che già versano l’Imu. Nel complesso i pisani, calcolato a spanne, dovranno versare oltre 20 milioni di euro. A Palazzo Gambacorti, sede del Comune, hanno fatto il punto sulla scadenza l’assessore al bilancio Andrea Serfogli e, per Sepi, il direttore Claudio Grossi e Alessandro Vivaldi.

Imposta di scopo (Iscop). Nell’elenco di tasse da pagare entra dal 16 dicembre anche questa. Non per tutti, però: chi non paga l’Iscop è il cittadino che ha solo la prima casa. Invece chi deve pagare l’Imu deve aggiungere anche l’imposta di scopo. A cosa serve la nuova imposta? A finanziare i costi da sostenere per alcune opere pubbliche ritenute funzionali alla pubblica utilità (sotto trovate l’elenco deciso dal Comune). L’Iscop ha il medesimo presupposto dell’Imu, ovvero il possesso di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, siti nel territorio comunale. La devono versare i titolari di diritti reali di proprietà ovvero usufrutto, uso, abitazione su beni immobili. Per quelli concessi in locazione finanziaria o siti su aree demaniali in concessione, soggetto passivo d’imposta sono, rispettivamente, il locatario e il concessionario.

Come si paga. In altre parole, se un immobile è sottoposto a Imu (nel territorio comunale sono circa 50mila) sarà oggetto a Iscop; se un soggetto è stato chiamato al pagamento dell’Imu lo sarà, nella stessa quota (a prescindere dall’aliquota ovviamente diversa), anche per l’Iscop. Per l’imposta di scopo si applicano le medesime esenzioni/riduzioni dell’Imu. Non sono previste detrazioni. L’entità dell’imposta viene determinata applicando alla medesima base imponibile Imu un’aliquota fissa pari allo 0,5 per mille. Il versamento dell’Iscop per il 2014 deve essere eseguito in un’unica soluzione attraverso il modello F24 (usando il codice tributo 3926). Ma quanto di paga? Su un appartamento con rendita catastale di 1.000 euro (un 4 vani) l’Iscop risulta di circa 84 euro. Sul sito di Sepi è disponibile il calcolo on line.

Imu. Il versamento in acconto per il 2014 (considerato che il Comune di Pisa non aveva deliberato le aliquote Imu entro il 23 maggio) è stato effettuato, in misura del 50% dell’imposta dovuta, con le aliquote dell’anno precedente. Il versamento del saldo Imu previsto per il 16 dicembre sarà effettuato, a conguaglio, con le aliquote deliberate per l’anno 2014. Ovvero dovrà essere calcolata l’imposta dovuta per l’intero anno ad aliquota definitiva e al risultato ottenuto dovrà essere sottratto quanto pagato in acconto. Due le variazioni nelle aliquote: 3,5 per mille per le abitazioni principali di lusso (era il 4 nell’acconto) e 10,1 per mille (era il 7,6) per gli immobili di categoria catastale D. Anche questo versamento deve essere eseguito attraverso il modello F24.

Tasi. La prima rata di questo tributo (sui servizi indivisibili) è scaduta lo scorso 16 ottobre. Il pagamento entro il 16 dicembre, in autoliquidazione, dovrà avvenire attraverso il modello F24, in base alle aliquote annuali deliberate, presso gli sportelli postali e bancari. L’importo è uguale a quello della prima rata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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