Attenzione
L'ultimo saluto alla professoressa Elena Salibra
Chiesa gremita per i funerali della docente di letteratura italiana e affermata poetessa vincitrice del Premio Viareggio Rèpaci
PISA. Gremita la chiesa di San Frediano per i funerali della professoressa Elena Salibra, 65 anni, docente di Letteratura italiana al dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell'Università di Pisa, scomparsa dopo una lunga malattia.
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A darle l'ultimo saluto, insieme ai colleghi dell'Ateneo, il 5 dicembre c’erano moltissimi studenti: segnale importante di quanto fosse amata e apprezzata. Tra i suoi amici anche Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi che l’hanno ricordata in un necrologio sul “Tirreno”.
“Indugiano i sogni sulla soglia del sonno”, scriveva Salibra in una delle poesie contenute nella sezione eponima del suo ultimo libro, "Nordiche": forte ed elegante, esprime il segno di una vitalità estrema, talvolta anche giocosa, ironica, e, al tempo stesso, traccia un dolore estremo e incancellabile, quello vissuto con eleganza dall’autrice fino al suo ultimo giorno.
«È una consolazione sapere che Elena proprio negli ultimi tempi, quelli più difficili, abbia ottenuto i riconoscimenti che meritava. È stata lei a chiedermi di scrivere una prefazione alla sua raccolta “Sulla via di Genoard” - dice commossa la collega e amica Maria Cristina Cabani - La ringrazio ancora di questo, perché me l'ha fatta conoscere meglio. Nella sua persona la vita di ogni giorno si fondeva perfettamente con lo studio e con la poesia. Aveva sempre con sé un quadernetto in cui appuntava pensieri, sensazioni, abbozzi di poesie. Elena amava la vita in modo totale e ne apprezzava tutti gli aspetti. Quella grinta l'ha aiutata non solo a non disperare mai, ma anche a continuare la sua vita “nonostante tutto”: a insegnare, a discutere tesi, a scrivere poesie. E questo fino all'ultimo. Appena un paio di settimane fa, nella saletta di Salza, in occasione di una presentazione di “Nordiche”, è apparsa bella e raggiante come sempre, non perché ignorasse il suo destino, ma perché si sentiva abbastanza forte per affrontarlo, “nonostante tutto”. Ci lascerà un gran vuoto e leggeremo con una diversa e amara consapevolezza quello che le sue ultime poesie raccontano in modo leggero, ma non meno tragico: quanto cioè sia difficile morire».
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Appena un mese e mezzo fa la professoressa Salibra aveva vinto il Premio Nazionale Pisa nella sezione poesia dopo essersi aggiudicata, nel giugno scorso, il prestigioso premio della giuria Viareggio Rèpaci, sempre per la poesia. Siracusana di nascita, viveva a Pisa da alcuni decenni.
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