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Pisa

Una società unica gestirà il ciclo rifiuti su quattro province

Una società unica gestirà il ciclo rifiuti su quattro province

Bandita la gara europea con un appalto di 6 miliardi Chi vincerà si aggiudicherà il servizio per vent’anni

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PISA. Ci sarà un piano di gestione dei rifiuti unico per le province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. Lo ha deciso l'assemblea dei sindaci (astensione del Comune di Livorno) che fanno parte dell'Ato Costa (Autorità territoriale ottimale). Il direttore dell’Ato, Franco Borchi, ha illustrato i passaggi fondamentali insieme al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e al sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci.

E stata indetta una gara europea (con un appalto di 6 miliardi di euro) per la selezione del socio industriale. Sei sono state le società, sia italiane che straniere, che hanno manifestato il proprio interesse e ora si è aperta la parentesi del dialogo competitivo che si concluderà alla fine del mese di marzo 2015, mentre nel mese di ottobre si prevede che la gara sarà conclusa. All’inizio del 2016 ci sarà la nuova società che si pone obiettivi importanti: il raggiungimento, nel biennio 2018-20, del 70% della raccolta differenziata e l’estensione della raccolta porta a porta per l’80% della popolazione. E fra gli investimenti, sul versante termovalorizzatori, resteranno soltanto i due impianti di Pisa (che subirà un riammodernamento nel 2016) e di Livorno (che forse sarà ricostruito).

All’assemblea dei sindaci del territorio Ato, c’erano anche i sindacati preoccupati dalla rivoluzionaria svolta. «Abbiamo dato garanzia ai lavoratori per i livelli occupazionali», ha detto Borchi, mentre il sindaco Filippeschi ha informato che nelle attuali 14 società del territorio delle quattro province sono 1.411 i dipendenti a tempo indeterminato e 109 a tempo determinato.

Per capire l’importanza che avrà il gestore unico dei rifiuti basta dire che nel 2013 il valore della produzione è stato di 240milioni di euro. Il costo annuale del servizio, nel 2013, al lordo di Iva e di altri oneri, è stato di circa 310milioni di euro. E poiché la nuova società gestirà sia la raccolta che il trattamento dei rifiuti per vent’anni l’appalto è di 6 miliardi di euro. Nel caso in cui ci fosse una ripresa economica, con la ripresa dei consumi aumenterebbe anche la produzione dei rifiuti. E questo è previsto nel piano straordinario.

Il passaggio che porterà alla gara si muoverà su due piani: da una parte ci sarà un percorso tecnico e dall’altra ci sarà l’acquisto delle quote. Il percorso tecnico al momento è nella fase del dialogo competitivo. Più società si possono accorpare per definire la proposta finale. L’offerta dovrà essere sia tecnica che economica e non potrà superare il 45% del valore di Reti Ambiente, la società che si è costituita e raggrupperà tutte le 14 società che nel territorio delle quattro province si occupano della raccolta dei rifiuti. Ciò vuol dire che la maggioranza della nuova società che gestirà per vent’anni i rifiuti avrà una maggioranza pubblica.

Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, commenta positivamente l'approvazione del piano straordinario: «Una decisione importante che consente di avviare a conclusione un iter decisionale iniziato oltre quattro anni fa». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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