La manifestazione
Stalking, da parte offesa a indagata
Pagliarone querelata da Buscemi per calunnia: nascose sms. La teste salta l’udienza: attacchi di panico
PISA. Patrizia Pagliarone, l’ex compagna e accusatrice dell’attore Andrea Buscemi, a giudizio per stalking, è iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di calunnia.
Lo ha reso noto la mattina del 3 dicembre il pubblico ministero Aldo Mantovani dopo la sospensione dell’udienza alla quale la parte offesa non si è presentata inviando un certificato medico di 5 giorni con il quale sosteneva di non poter uscire di casa per attacchi di panico.
Il giudice Paola Giovannelli ha disposto un accertamento al domicilio della donna inviando i carabinieri e un medico. Stando al certificato la Pagliarone era in preda ad attacchi di panico che ne «sconsigliavano l’allontanamento dalla sua abitazione».
La nuova condizione di indagata è una conseguenza diretta della querela presentata nei giorni scorsi dall’imputato, Andrea Buscemi, assistito dagli avvocati Carlo Di Bugno e Rubina Colombini. L’attore e regista sostiene che al momento della querela presentata contro di lui dalla Pagliarone, l’ex compagna abbia volutamente omesso centinaia di sms affettuosi inviati all’allora partner. Una “dimenticanza”, secondo la difesa di Buscemi, che avrebbe snaturato la prospettiva dell’accusa facendo mancare una parte sostanziale del quadro d’insieme di un rapporto che andava avanti tra alti e bassi, alternando momenti di grande intesa ad altri di furiosi litigi.
L’imputato è entrato in possesso per caso di quei messaggi, utili a dimostrare che la parte offesa continuava a tenere rapporti romantici e di affetto con lui anche negli stessi periodi in cui lo accusava di renderla la vita impossibile. E sulla base di quelle comunicazioni, non comparse nella querela della Pagliarone nel 2009 e neanche inserite nel fascicolo durante la fase iniziale del processo, si è svolto nelle precedenti udienze il controesame della teste, assistita dagli avvocati Federica Mondani e da ieri anche da Maria Concetta Gugliotta. Un controesame che è stato ricco di «non ricordo, non so». Per l’avvocato Di Bugno la teste «omise volutamente di allegare agli atti centinaia di sms scambiati dalla coppia che avrebbero dimostrato un quadro del tutto diverso dagli atti persecutori rappresentati dall'accusa: quei messaggi siamo invece riusciti a recuperarli e recapitarli in Procura».
Il giudice, tenendo conto del certificato medico, ha disposto una nuova udienza per il 21 gennaio alle 9,30, sempre con Patrizia Pagliarone che è indagata in un procedimento collegato al processo. Può non rispondere più, per la sua condizione di indagata, ma può farlo come parte offesa, anche se quello che dirà potrà essere usato contro di lei nel procedimento aperto per calunnia. Un intreccio che non è piaciuto agli avvocati della donna, Mondani e Gugliotta, secondo i quali «la querela è l’ennesimo comportamento di ispirazione intimidatoria». I due avvocati hanno addebitato lo stress della loro cliente a una controesame “duro” del collega Di Bugno che replica: «È opportuno ricordare che in quella stessa udienza il giudice, su mia espressa richiesta, si è pronunciato sulla totale correttezza del mio esame ritenendo rispettate le regole processuali».
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