Il Tirreno

Pisa

«Molti medici mettono in concorrenza le ditte»

Un manager della Dmf spiega i rapporti tra venditori e camici bianchi «I regali ci sono sempre stati, ma non hanno orientato le scelte dei pediatri»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Molti medici mettono in concorrenza le ditte. I regali sono sempre esistiti. È una prassi vecchia come il mondo».

Vincenzo Ruotolo, 64 anni, di Grottammare (Ascoli Piceno) area manager della Dmf, è tornato in libertà ieri pomeriggio.

Il gip Guido Bufardeci ha accolto la richiesta del suo legale di revoca degli arresti domiciliari. Lunedì Ruotolo, come altri informatori parafarmaceutici, è stato sentito dal sostituto procuratore, Giovanni Porpora, titolare dell’inchiesta “Medici low cost” che il 21 novembre scorso ha portato a diciotto arresti - dodici pediatri, cinque agenti di vendita e un dirigente d’azienda - per corruzione e comparaggio.

«Regali senza condizionare». «Sono in questo settore dal 1980 – esordisce Ruotolo –. Quello che posso dire è che la realtà rappresentata dai media in questi giorni non racconta quelli che sono i rapporti reali nel nostro ambiente.

Nell’inchiesta che ci ha coinvolti i regali non erano certo diretti a modificare le indicazioni dei medici per l’acquisto del latte in polvere».

Al di là dell’amarezza per il clamore suscitato dalla vicenda, nel raccontare al magistrato il sistema informatori-medici Ruotolo ha voluto sottolineare l’approccio, a suo dire lecito, verso primari e pediatri.

«Intanto non si tratta di prescrizione perché non trattiamo farmaci – spiega l’area manager della Dmf –. E per quanto mi riguarda non c’è mai stato un episodio in cui sia noi come venditori, sia i medici nella loro attività, abbia visto una mamma sentirsi imporre la sostituzione del latte materno con il latte artificiale».

I buoni per le vacanze, messi a disposizione dei pediatri all’agenzia di viaggi di Pisa da Mellin e Dmf, sono agli atti e rappresentano una prova documentale che nessuno ha potuto smentire.

«Ho spiegato al pm come funziona il meccanismo – conclude Ruotolo –. I regali fanno parte della nostra attività. Ci sono sempre stati. Ma, ripeto, non erano diretti a orientare le indicazioni per il latte artificiale».

Unico ai domiciliari. Gianni Panessa, 59 anni, di Livorno, agente della Mellin, è l’unico rimasto ai domiciliari ritenendo il gip «ancora sussistenti le esigenze cautelari». L’avvocato Chiara Bonaguidi ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame.

Afferma il legale: «Siamo alquanto stupiti dalla decisione del gip, dal momento che appare palese come la ritenuta esigenza cautelare del "pericolo di reiterazione", sia, allo stato, venuta meno, anche alla luce della situazione di fatto che, sia per le decisioni prese dal gip relativamente ad altri indagati, sia per il tam tam mediatico, si è venuta a creare».

Revocata sospensione. Infine, l’Asl 11 ha sospeso il procedimento disciplinare nei confronti del primario del San Giuseppe di Empoli, Roberto Bernardini, 57 anni, di Calcinaia, «in attesa degli esiti del procedimento penale in corso, in considerazione anche della complessità dell'accertamento dei fatti».

Il primario potrà rientrare in servizio nel reparto dell'ospedale San Giuseppe in qualunque momento, anche se ha deciso di prendere qualche giorno di ferie prima di tornare operativo.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa