Sicurezza
Logli, pronta la firma alla richiesta del processo
PISA. Sarà firmata tra stamani e domani la richiesta di rinvio a giudizio della Procura nei confronti di Antonio Logli accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, quello della moglie...
PISA. Sarà firmata tra stamani e domani la richiesta di rinvio a giudizio della Procura nei confronti di Antonio Logli accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, quello della moglie Roberta Ragusa.
Il provvedimento è sui tavoli del sostituto procuratore Aldo Mantovani e del capo dell’ufficio giudiziario, Ugo Adinolfi che, una volta apposta la sigla in calce all’atto, invieranno la richiesta all’ufficio gip-gup del Tribunale.
I tempi. Si prevedono tempi brevi, al massimo all’inizio della prossima settimana per far approdare l’istanza in Tribunale. Entro la fine dell’anno il gup sarà in grado di fissare l’udienza preliminare che dovrebbe tenersi tra la primavera e l’estate 2015. Per la sparizione di Roberta Ragusa, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, è indagato dall’8 febbraio di quell’anno il marito, Antonio Logli.
Difesa silenziosa. Dopo essere stato sentito come persona informata sui fatti, Logli, nella veste di indagato, ha scelto di non farsi interrogare. Anche dopo l’avviso di chiusura delle indagini, notificato il 22 settembre scorso, l’indagato ha proseguito con il silenzio la sua strategia difensiva.
Si è letto le oltre 10mila pagine del fascicolo messo insieme dai carabinieri del nucleo investigativo e del Ros di Roma, reparto crimini violenti, e con il legale, Roberto Cavani si appresta a sostenere l’udienza preliminare che deciderà la sua sorte processuale al bivio tra archiviazione e rinvio a giudizio davanti alla Corte d’Assise.
Le accuse. Per il reato di omicidio volontario aggravato - da ergastolo - il marito di Roberta viene ritenuto colpevole perché «dopo aver costretto con violenza la moglie a salire in auto, ne cagionava volontariamente la morte e ne sopprimeva il corpo» si legge nell' avviso di chiusura delle indagini.
Mentre per il secondo reato, distruzione di cadavere - da 2 a 7 anni - la Procura contesta a Logli «al fine di assicurarsi l'impunità per il delitto di omicidio, dopo averne cagionato la morte, sopprimeva il cadavere della moglie con lo scopo di impedirne in modo permanente il ritrovamento».
Lo scenario. Nella ricostruzione degli inquirenti Roberta sarebbe uscita di casa poco prima delle 00,30 dopo una lite con Antonio per averlo scoperto mentre era al telefono con l'amante Sara Calzolaio. Lei si incammina a piedi, in pigiama, verso via Gigli. È in quella strada che i due si incontrano. E il marito, al volante della Citroën C3 - modello simile a quello usato dalla moglie - la obbliga a montare in macchina. Lo fa con un gesto violento.
Tanto è vero che il superteste Loris Gozi riferisce di aver assistito alla scena e di sentire un colpo sordo, come se la donna avesse picchiato la testa una volta dentro l'abitacolo.
L'ipotesi, valutata dalla Procura, di un omicidio preterintenzionale, è stata, dunque, scartata a vantaggio del reato più grave della volontarietà dell'uccisione, ma senza l'aggravante della premeditazione. Resta quella del vincolo parentale che porta la pena massima all'ergastolo e l'annullamento della prescrizione.
Indagati fuori dall'inchiesta. Indagati in un procedimento connesso, quello del favoreggiamento, sono destinati a uscire dall'inchiesta il padre di Logli, Valdemaro e la compagna, Sara Calzolaio.(p.b.)
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