Sicurezza
Fontanelli: «Balle di Nencini sui vincoli»
Il deputato contro il viceministro: «Nessun impedimento scritto allo sviluppo del nostro scalo»
PISA. Paolo Fontanelli contro Riccardo Nencini, seconda puntata. Replica e controreplica tra il deputato del Pd e il sottosegretario ai trasporti. Oggetto le possibilità (o impossibilità) di sviluppo ulteriore dell’aeroporto Galilei a causa della vicinanza dello scalo militare. Il punto, secondo Fontanelli, è soprattutto «che Enac (e anche Nencini) evita di dire, o fa finta di non sapere, che non esistono atti o decisioni delle autorità militari che impediscono di parlare di ulteriore sviluppo strutturale dello scalo pisano. Infatti quello status militare non è stato mai, negli ultimi vent’anni, un freno o una limitazione allo sviluppo delle attività commerciali. Certo, occorre una concertazione tra i soggetti e le autorità civili e quelle dell’aeronautica militare, come del resto c’è sempre stata e con vantaggi reciproci. Ma utilizzare strumentalmente l’argomento dello status militare per dire che non si può andare oltre ai 7 milioni di passeggeri, quando questa possibilità non è impedita e nemmeno è stata verificata, è una furbata maldestra. Ovvero una balla». Per il deputato del Pd «sarebbe molto più onesto dire la verità. Quella che si dice a Firenze, senza infingimenti, e cioè che il capoluogo della Toscana deve avere un aeroporto internazionale di primo livello. Punto. E il piano di Enac codifica questa scelta, giustificandola con i presunti limiti di Pisa. Ma senza atti o decisioni di chi ha la titolarità dell’aeroporto (lo status militare, appunto) che attestino tale affermazione».
Intanto, mentre il capogruppo del Pd in consiglio regionale Ivan Ferrucci ribadisce che «Enac deve rispettare gli strumenti urbanistici messi a punto dalla Regione» (il riferimento è al Pit con pista da 2.000 metri), una lettera ai parlamentari è stata inviata dall’associazione degli Amici di Pisa, dal Comitato piccoli azionisti Sat e dalla Compagnia di Calci in cui chiedono di «fermare la costruzione di un doppione aeroportuale in Toscana». In particolare, la richiesta è di intervenire per «fermare il disastroso progetto della nuova stazione aeroportuale e della nuova pista di Firenze-Peretola; di condividere la messa in sicurezza e lo sviluppo del Vespucci con l’allungamento a 2.000 metri della pista attuale; di migliorare i collegamenti ferroviari Firenze-Pisa-Livorno, con tempi di esercizio veramente europei».
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