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Pisa

il giallo

Caso Ragusa, chiesto il processo al marito per omicidio

Pietro Barghigiani
Antonio Logli e Roberta Ragusa
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Antonio Logli e Roberta Ragusa

La Procura vuole il rinvio a giudizio di Antonio Logli per il delitto e la distruzione del cadavere

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PISA. È stata firmata alle 12 di mercoledì 3 dicembre in Procura e in giornata inviata all’ufficio gip-gup del Tribunale, la richiesta di rinvio giudizio nei confronti di Antonio Logli accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, quello della moglie Roberta Ragusa.
Il provvedimento è stato siglato dal sostituto procuratore Aldo Mantovani e dal capo dell'ufficio giudiziario, Ugo Adinolfi.

Entro la fine dell’anno sarà indicata la data dell’udienza preliminare che dovrebbe svolgersi tra la primavera e l’estate 2015. A quel punto Logli si giocherà le sue carte processuali e non è detto che possa bastare una sola udienza al gup per ascoltare le ragioni di Procura, difesa e legali delle parti civili.
Per la sparizione di Roberta Ragusa, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, è indagato dall'8 febbraio di quell'anno il marito, Antonio Logli.

 

Dopo essere stato sentito come persona informata sui fatti, Logli, nella veste di indagato, ha scelto di non farsi interrogare. La valutazione dell’eventuale ricorso a un rito alternativo come l’abbreviato (giudizio sulla base degli atti e sconto di un terzo di pena in caso di condanna) resta tra le prerogative della difesa, ma finora il legale, Roberto Cavani, non ha mai voluto svelare quelle che saranno le strategie difensive. «Sarà tutto concordato con il cliente» ha sempre sottolineato l’avvocato.

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