Il dolore
Pisa capitale della chirurgia radioguidata
Congresso nazionale promosso dall’Associazione contro il melanoma e da quella di medicina nucleare
PISA. Il 4 e il 5 dicembre l’Hotel San Ranieri ospiterà il primo congresso nazionale di chirurgia radioguidata promosso dall’Associazione contro il melanoma onlus e dall’Associazione italiana di medicina nucleare.
Pisa è un centro di eccellenza per la chirurgia radioguidata, una metodologia utilizzata in campo oncologico che permette l’asportazione in modo radicale delle cellule tumorali riducendo al massimo i danni ai tessuti sani.
La mano del chirurgo viene guidata dal suono emesso dalle cellule tumorali grazie ad una sostanza radiomarcata iniettata al paziente, un po’ come il cercatore d’oro sulle spiagge viene guidato dal metal detector ed individua così l’oro.
«In questo caso – ha spiegato il medico nucleare Gianpiero Manca, vicepresidente dell’Associazione contro il melanoma - il chirurgo utilizza le informazioni provenienti da un sistema di rilevazioni delle radiazioni gamma sottoforma di segnali acustici di intensità e frequenza proporzionale alla quantità di radiazioni emesse».
La sostanza radiomarcata può essere iniettata durante la gravidanza ed è sicura anche per il personale di sala. Oltre ai suoni il medico ha a disposizione esami preoperatori che gli permettono una precisione millimetrica dell’individuazione del tumore.
Il futuro della chirurgia va verso la proiezione delle immagini delle analisi preoperatorie direttamente nel corpo del paziente sul tavolo operatorio. Una realtà virtuale quasi da videogioco applicata in campo chirurgico.
La chirurgia radioguidata permette di operare i piccoli noduli polmonari isolati, quelli compresi tra i 5 millimetri ed il centimetro di grandezza difficilmente diagnosticabili: «Su oltre 300 interventi eseguiti in 10 anni su noduli polmonari di questo tipo – ha detto il dottor Giuseppe Boni, medico nucleare – si sono registrati solo il 2-3% di insuccessi», cioè di noduli non trovati in sede chirurgica.
L’oncologa Antonella Romanini, presidente Acm, ha spiegato che la chirurgia radioguidata individua le piccoli lesioni nascoste in profondità, dà un contributo significativo a chi ha contratto il melanoma e il tumore al seno.
Infatti, utilizzando questa tecnica, un solo paziente affetto da melanoma su 5 deve sottoporsi alla rimozione dei linfonodi, mentre prima erano 5 su 5 e viene asportato solo il linfonodo ascellare sentinella, non più 18, al paziente con tumore al seno.
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