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Pisa

provvedimento

Stop a nuovi kebab e minimarket anche nella zona della stazione

Un presidio della polizia alla stazione
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Un presidio della polizia alla stazione

Il Comune di Pisa si appresta ad allargare il divieto già operativo nel centro storico

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PISA. Anche la stazione sta per rientrare nelle zone in cui è imposto il divieto all'apertura di nuovi esercizi di somministrazione o di negozi che vendono bevande alcoliche (compreso il trasferimento di attività già in esercizio in altre aree). Divieto già in vigore dal 25 luglio scorso in tutto il centro storico, grazie ad una apposita delibera di giunta che adesso Palazzo Gambacorti intende estendere appunto anche all'area della stazione dove soprattutto kebab e minimarket continuano a proliferare. La nuova delibera sarà in consiglio comunale nella seduta dell'11 dicembre prossimo - La bozza a firma dell'assessore David Gay è stata già sottoposta all'esame delle associazioni di categoria e ricalca la precedente, ampliandone solo le zone in cui per un anno (quindi fino al 25 luglio 2015) non saranno consentite nuove aperture di attività che somministrano o vendono alcolici e nemmeno trasferimenti.

Le ragioni del provvedimento. La delibera attualmente in vigore spiega in maniera dettagliata i presupposti che hanno portato l'amministrazione comunale a seguire la strada drastica del blocco delle licenze, dopo una verifica da parte delle forze dell'ordine, per le zone all'interno del centro storico. «Ai fini dell'adozione della suddetta deliberazione - si legge nell'atto - occorre verificare nel centro storico la presenza di effettive ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità che rendano impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico nella zona senza incidere in modo gravemente negativo sui meccanismi di controllo, in particolare per il consumo di alcolici, e senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilità del territorio».

Ma il problema connesso ad una eccessiva concentrazione di rivendite di alcolici in tutte le varie forme, non è limitato al solo centro storico. Da qui la premessa che viene inserita nella nuova delibera in via di approvazione. «È stato successivamente ravvisato – si legge nella bozza - come, a cominciare dalla zona della stazione ferroviaria, anche in altre aree del territorio non ricomprese nel centro storico esistano in concreto le medesime ragioni non altrimenti risolvibili di sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità che rendano impossibile consentire ulteriori flussi di pubblico». Per questo il testo in vigore verrà, in caso di approvazione, integrato aggiungendo al centro storico anche la dicitura “altre aree della città ove si riscontrino situazioni analoghe”.

Le zone off limits. Il divieto in vigore riguarda il centro storico. In particolare a Tramontana il blocco interessa tutta l'area delimitata dalle seguenti strade: via Curtatone e Montanara, via San Frediano, piazza dei Cavalieri, via Consoli del Mare, via Canto Del Nicchio, via Andrea Vacca Berlinghieri, via San Lorenzo, via Sant'Andrea, lungarno Mediceo (dallo sbocco di via Sant'Andrea a piazza Garibaldi) e lungarno Pacinotti (da piazza Garibaldi fino allo sbocco di via Curtatone e Montanara). A Mezzogiono invece il perimetro del divieto è fissato da via Mazzini, via La Nunziatina, via San Bernardo, via degli Albiani, via San Martino, piazza Clari, piazza San Sepolcro, lungarno Galiliei e lungarno Gambacorti. Adesso il Comune con la nuova delibera potrà indicare altre aree “a rischio” imponendovi il blocco di nuove licenze; spetterà alla giunta specificarle e tutto lascia pensare che la zona della stazione sia inserita nella sua totalità.

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