Il Tirreno

Pisa

Abusava di una ragazzina L’orco ora è in carcere

di Giovanni Parlato
Abusava di una ragazzina L’orco ora è in carcere

Pagava l’affitto a una famiglia povera, ma era la scusa per farsi accogliere in casa La vittima ha avuto la forza di raccontare alla polizia le violenze subite per anni

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PISA. Aveva abusato di lei fin da quando aveva 14 anni. Per anni. Fino a quando la ragazza divenuta maggiorenne ha trovato la forza di parlare. Un racconto agghiacciante quello che hanno ascoltato le quattro donne poliziotte della sezione speciale della squadra mobile.

L’orco era un amico. Un racconto che, alla prova dei fatti, è risultato vero. L'orco, come in un film che si ripete, era un amico di famiglia. Spesse volte andava a pranzo, si tratteneva in quella casa di gente povera a cui lui pagava l'affitto. Un aiuto che non era disinteressato.

L’arresto. L'affitto che l’uomo pagava era il cavallo di Troia per entrare in quelle quattro mura. Gli occhi dell'orco erano sulla ragazzina di quella famiglia di cui ha abusato sessualmente per anni. E la polizia, una volta verificato il racconto della vittima, ha arrestato il criminale: circa 60 anni, un lavoro e una casa. «Non è sposato e non ha figli» afferma Rita Sverdigliozzi alla guida della squadra mobile che ieri mattina, insieme ai colleghi, ha bussato all'abitazione del sessantenne con in mano l'ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice delle indagini preliminari su richiesta del sostituto procuratore Aldo Mantovani.

Il colloquio col medico. Nel rispetto della vittima, ci limiteremo a dire che il fatto non è accaduto in città, ma nel Pisano. A raccogliere il primo spezzone di verità è stato un medico il quale ha comunicato il caso al servizio sanitario. Quindi, è stata contattata la Questura e la sezione speciale formata da quattro donne che (come scriviamo a parte) ha maturato una professionalità e un'esperienza proprio sul mondo dei minori, delle donne e, in particolare, sui reati sessuali.

Il terribile racconto. La ragazza è stata ascoltata più volte, sempre alla presenza di una psicologa. Momenti delicati in cui la sensibilità femminile delle poliziotte è quel valore aggiunto che permette alla vittima di parlare del suo terribile passato, un passato che si vorrebbe dimenticato e sepolto e che, invece, è sempre presente. Un racconto doloroso che la vittima ha deciso di svelare ad altre donne, come a volersi confidare e, allo stesso tempo, a voler tracciare una linea con quel passato.

Pagava l’affitto. L'orco non abitava lontano dalla ragazzina, figlia di genitori poveri. Ma non l'unica figlia: motivo per cui l'inchiesta non è terminata. La famiglia aveva problemi economici e l'amico (così appariva) se ne faceva carico. Come rifiutare una persona che pagava l'affitto? Che ogni tanto faceva la spesa? E spesso era lì, a pranzo e a cena. Una storia cominciata qualche anno fa quando la vittima aveva appena 14 anni. Il racconto della ragazza fa trattenere il fiato alle donne poliziotto. La giovane è in lacrime, l'esperienza dice che quelle parole sono vere. Ma bisogna indagare.

Le prove. «Abbiamo acquisito elementi probatori che hanno poi consentito l'emissione della misura cautelare in carcere» afferma Rita Sverdigliozzi con linguaggio burocratico, ma facendo trasparire la soddisfazione di avere guardato negli occhi chi aveva abusato di una ragazzina e con in mano l’atto firmato dal gip gli comunicava che, adesso, si apriva la porta del carcere don Bosco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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