Sicurezza
Niente appello per ribaltare il verdetto pro dipendenti
PISA. L’Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria pisana, non presenterà appello contro la sentenza del giudice del lavoro di Pisa, Elisabetta Tarquini, che ha imposto alla struttura di Cisanello il...
PISA. L’Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria pisana, non presenterà appello contro la sentenza del giudice del lavoro di Pisa, Elisabetta Tarquini, che ha imposto alla struttura di Cisanello il pagamento di: 23.176,27 euro di arretrati complessivi più gli interessi di legge a sei infermieri ricorrenti; 8 mila euro di spese processuali; e circa 4 mila euro per le perizie necessarie alla formulazione del verdetto.
La sentenza è del 20 marzo di quest’anno ed è stata notificata a fine luglio all’Aoup, che aveva ancora dieci giorni di tempo per decidere. L’annuncio è stato fatto ieri da Carlo Milli, direttore amministrativo dell’azienda che lo ha spiegato così: «La sentenza riconosce un principio, che è quello del cambio divisa all’interno dell’orario di lavoro. Anche noi lo riconosciamo con un accordo. E per questo motivo non faremo ricorso».
Il diritto vale per tutti, mentre la quantificazione (che è la seconda parte del dispositivo) vale solo per i sei infermieri turnisti che si sono rivolti all’avvocato Leonardo Rossi nel 2010 e hanno vinto la causa quest’anno. Così l’azienda riconosce 5 minuti a tutti per vestirsi e svestirsi; il giudice ne dà 18 ai sei ricorrenti per ogni giorno di servizio dal primo gennaio 2005 al 31 dicembre 2010. L’Aoup aveva già saldato le cifre dovute, perché la sentenza era immediatamente esecutiva. Se non c’è appello, essa diventa definitiva.
Ma per quanto riguarda il periodo che va dal 2011 in poi (per i sei vincitori) e per le altre migliaia di lavoratori, nulla è stato deciso. Ed è proprio l’argomento di discussione di questi giorni. (g.c.)
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