Il Tirreno

Pisa

«Più importante il team del grande chirurgo»

di Carlo Venturini

Il sindacato medici Anaao non si preoccupa della campagna acquisti di Careggi «Un ospedale ha bisogno di bravi camici bianchi che facciano il loro dovere»

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PISA. «Gli ospedali moderni non hanno bisogno di chirurghi dalle mani d'oro, ma di tanti medici bravi che senza riflettori facciano il loro dovere». È quanto dichiara il sindacato dei medici Anaao per bocca del suo segretario provinciale Gerardo Anastasio. La presa di posizione del sindacato, si riferisce alla "campagna acquisti" dell'ospedale di Careggi di almeno due primari pisani che andrebbero a lavorare dai cugini fiorentini.

«Basta con questa concezione che è il chirurgo dalle mani d'oro che ti salva la vita - dice Anastasio - perché questa è una convinzione da primi decenni del Novecento. E poi se tutti questi luminari sono così bravi perché non lasciano una scuola? O meglio perché non lasciano veri "discepoli" che sappiano fare le stesse cose del maestro?». L' Anaao ritiene dunque pretestuosa la polemica in stile "Peretola-Galilei", in quanto lo sviluppo della sanità moderna, l'ampliarsi delle conoscenze scientifiche e la complessità delle cure non necessitano di ragionare in termini di singolo, ma di team. Per l'Anaao inoltre, «ci sono incontestabili evidenze scientifiche che dimostrano l'indiscutibile superiorità di questo tipo di approccio e le consolidate esperienze internazionali confermano che l'esistenza di una buona organizzazione funge da rete protettiva verso i pazienti che non devono temere, se quel giorno, il luminare non c'è perché magari è malato».

Anastasio è d'accordo con il direttore generale Alberto Tomassini e dice: «Bene ha fatto il nostro direttore a ricordare che, pur venendo a mancare degli ottimi professionisti, il nostro ospedale non ne risentirà, perché la sua vera forza è nei 4000 operatori che ogni giorno, lontano dai riflettori svolgono con dedizione e coscienza il proprio lavoro». Parafrasando Bertold Brecht, dunque è "sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi". E in sanità servono eroi quotidiani e silenziosi. «Ci sono primari o direttori di dipartimento che pensano di essere insostituibili anche quando sono andati in pensione da anni!» esclama Anastasio.

Uno dei cavalli di battaglia dell'Anaao, è il mai risolto braccio di ferro tra medici ospedalieri e universitari. E la campagna acquisti di Careggi è collegata a questo tema. «Si legge e si vocifera - dice Anastasio - che uno di questi medici si trasferisca a Firenze anche perché gli sarebbe stato garantito il posto come professore universitario, sistemazione tentata anche a Pisa senza esito positivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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