La manifestazione
Il prete che fa catturare i ladri
«Ne ho fatti arrestare tredici, sorpresi a rubare nella chiesa di San Piero a Grado»
PISA. «E tredici! Questo è il tredicesimo ladro che faccio arrestare». Chi lo dice non è un poliziotto, ma un sacerdote: don Antonio Pyznar, 56 anni, il parroco polacco della basilica di San Piero. Il quale stufo di ladruncoli, mariuoli, scavezzacollo, disperati e ubriaconi che entrano in chiesa per rubare ha fatto installare un sistema di videosorveglianza con i video collocati all'interno della canonica. E quando non è in chiesa, osservando quei monitor don Antonio controlla vestendo insieme l'abito talare e quello dell'investigatore. Così, il prete-detective tiene sott’occhio i monitor. Proprio venerdì 26 setembre, intorno alle 13,15, rientrando in canonica osserva le riprese e nota un uomo accucciato vicino a una delle cassette delle offerte: con un filo di corda stava rubando le monete. Don Antonio chiama il 113 e la polizia invia sul posto una Volante, mentre don Antonio va in chiesa e il ladro a quel punto tenta la fuga. Ma il parroco ha con sé il cellulare ed è in contatto con la questura cui descrive il malvivente: corporatura robusta, pantaloni di colore marrone e maglia grigia. Il ladro accelera il passo, si guarda alle spalle, ma don Antonio Pyznar non lo perde di vista. «Ho anche chiamato gli avventori dell'Acli che stavano giocando a carte - afferma il parroco - poiché non sapevo quale poteva essere la reazione del malvivente». E così, don Antonio mobilita anche la combriccola che stava giocando a carte. Il ladro (si saprà poi che aveva un complice poi fuggito) non sa bene come far perdere le sue tracce: non aveva nessun mezzo per dileguarsi e s'incammina alla fermata dell'autobus. Ed è qui che i poliziotti lo trovano. Viene identificato per tale Rinaldo Mannarino, un calabrese di 50 anni con precedenti. Il suo nome era noto: in concorso con altri, aveva già colpito in chiesa a Forte dei Marmi, a Piombino e a Pisa. I furti nelle chiese avevano creato un forte allarme. I poliziotti nello zaino trovano gli attrezzi del mestiere: un metro flessibile modificato per il recupero di monete, due pezzi di filo legate a una scheda quadrata col biadesivo in modo da arraffare le banconote. E poi i soldi, in tutto 70 euro e 44 centesimi.
Il ladro è stato arrestato (il magistrato ha poi disposto la liberazione) e il denaro restituito al parroco il quale già a febbraio scorso aveva raccontato al Tirreno di avere fatto arrestare una decina di ladri. «E ci sono alcuni fedeli - aggiunge don Antonio - che non sono d'accordo con me. Vorrebbero che non li facessi arrestare. Ma il settimo comandamento dice senza se e senza ma: non rubare. Se il ladro mi chiede scusa, io lo perdono. Tanti li ho mandati via, a tutti ho detto di non farlo più».
Il parroco ha preso le redini della basilica di San Piero dal 19 febbraio 2012 e, amareggiato, dice: «Un giorno sì e un giorno, un ladro entra in chiesa». Ma non sarebbe più semplice chiudere la chiesa quando non c'è nessuno? E don Antonio Pyznar alza la voce, quasi in un sussulto: «No!, la chiesa deve restare aperta, è una chiesa storica, sarebbe la sconfitta della cultura».
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