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Comune unico e area vasta Due scenari da costruire

PISA. Nel tracciare un primissimo e sommario bilancio del mandato a Palazzo Gambacorti non si può tralasciare anche quello che l’amministrazione in carica si proponeva (e si propone) a livello di...

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PISA. Nel tracciare un primissimo e sommario bilancio del mandato a Palazzo Gambacorti non si può tralasciare anche quello che l’amministrazione in carica si proponeva (e si propone) a livello di scenari istituzionali locali.

In particolare, nel programma si fa riferimento a una «città più grande” e a «un “nuovo” comune di 200mila residenti». Da questo punto di vista c’è da registrare più di una frenata: i sindaci dei Comuni confinanti non hanno questa gran voglia, anzi, di un Comune unico (temendo probabilmente di finire troppo sotto Pisa). Diverso il discorso delle funzioni da accorpare, sui quali ci sono stati invece maggiori sviluppi. Tra gli obiettivi il «rilancio del piano strategico dell’area pisana», tutto da verificare alla luce delle considerazioni fatte finora.

Altro obiettivo dichiarato riguarda le nuove province (per Pisa saranno nominati i nuovi vertici, presidente e consiglio, il 12 ottobre): «Riaffermazione della centralità oggettiva di Pisa nell’area vasta costiera». Questo è un compito tutto da concretizzare, comunque il sindaco Marco Filippeschi ha già compiuto un passo in avanti diventando il nuovo presidente della Provincia (è l’unico candidato).

La centralità di Pisa nell’area vasta costiera forse non sarà difficile affermarla, anche se c’è l’incognita dei rapporti con il sindaco di Livorno, il grillino Nogarin. Ma soprattutto la costa si gioca molto nel rapporto con l’area metropolitana fiorentina, che darà modo al capoluogo di allargare, anche territorialmente, la sua presenza e il suo peso specifico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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