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Aeroporti toscani: «La fusione unica garanzia per Pisa»

Aeroporti toscani: «La fusione unica garanzia per Pisa»

Giovanni Bonadio (“Logistica Toscana”): «Il rischio per Pisa è di essere marginalizzata. Gli enti locali pensino alla vendita delle azioni»

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"La fusione tra scali è l'unica soluzione per dare garanzie a Pisa". Chi parla così è Giovanni Bonadio, esperto di infrastrutture, presidente e amministratore delegato della società "Logistica Toscana", di cui sono soci la Regione e le Camere di Commercio toscane. In questa intervista è anche uno dei primi - se non il primo - che in città esterna un'idea che in vari ambienti cova sotto la cenere: la convenienza a questo punto di vendere le azioni Sat, la società dell'aeroporto Galilei, anche da parte dei soci che facevano parte del patto di sindacato (Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Pisa) e che ormai non ha più la maggioranza. "Se ne può mantenere una piccola quota a titolo di presenza pubblica per esercitare un ruolo di stimolo e controllo", dice Bonadio, che tra l'altro fa parte della Deputazione, l'organo di indirizzo della Fondazione Pisa.

Bonadio spiega: "L'aeroporto di Bologna, da solo, fa già 6 milioni di passeggeri. E anche con le merci, grazie al suo interporto, lavora tanto. Pisa e Firenze, separate, non possono competere. E Pisa deve soprattutto temere quello che si può riassumere in una parola: marginalizzazione. Per evitarla, in una costa che già sconta l'assenza di infrastrutture come la Tirrenica, la sola strada è il sistema unico. Abituiamoci a pensare che gli interessi sono toscani, non sono né fiorentini né pisani. E l'integrazione diventa tanto più urgente alla luce sia dello Sblocca Italia, sia dell'orientamento di Enac per una pista a Peretola di 2.400 metri".

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