Sicurezza
Un progetto per gestire i campi della Fontina
Dopo due anni di occupazione l’associazione “Nuova Periferia Polivalente” propone una gestione collettiva e partecipata degli impianti sportivi
SAN GIULIANO. Da occupanti ad aspiranti gestori. Dopo più di due anni dall'occupazione degli impianti sportivi de La Fontina, l'associazione “Nuova Periferia Polivalente” ha presentato lo scorso giugno alla Provincia di Pisa, ente proprietario della struttura, un progetto per una gestione partecipata e collettiva degli impianti. Nonostante «la validità del progetto e la condivisione del piano con alcuni comitati di quartiere – accusa l'associazione – sull'idea di gestione è calato il silenzio della Provincia».
Il piano, redatto da un architetto e sottoscritto anche dalla società sportiva “Freccia Azzurra”, è stato protocollato tre mesi fa negli uffici dell'Ente di piazza Vittorio e «ribadisce l'uso collettivo degli spazi e una progettualità a lungo termine per rendere a norma gli impianti a fini sportivi senza scopi di lucro».
Dopo oltre sei anni di abbandono, gli impianti, che comprendono una pista di atletica, un campo da calcio a 11, uno da basket, uno da tennis e uno da calcio a 5 oltre a spogliatoi e locali al chiuso, furono occupati nel maggio del 2012 dal movimento Occupy Pisa al termine di una manifestazione contro Equitalia. Una sorta di “rinascimento” per la zona che, con la nascita della Nuova Periferia Polivalente, ha visto rinascere quella che un tempo era una delle principali aree sportive della città.
«Abbiamo costruito un nuovo modo di intendere lo sport, accessibile a tutti a prescindere dall'estrazione sociale, dal sesso e dalla provenienza. Intorno a questi principi abbiamo presentato un progetto che comprende la creazione di una palestra popolare di kick-boxing, l'utilizzo dei campi esterni, compreso il campo di calcio a 11 che accoglierebbe gli allenamenti e le partite dei bambini e dei ragazzi della Asd Freccia Azzurra – spiegano la società sportiva e l'associazione -. Il progetto è appoggiato anche dal Comitato di quartiere della Fontina e dal Comitato di Pratale-Battelli che vorrebbero quello spazio aperto ai quartieri e non ad uso esclusivo volto al guadagno. Questi passaggi e la partecipazione dei quartieri mostrano la validità della nostra proposta, qualificata anche dal punto di vista giuridico».
Un progetto che giace negli uffici della Provincia e che per il momento è rimasto solo sulla carta. «Ancora una volta la Provincia adotta la politica del silenzio di fronte alle proposte che partono da chi quotidianamente vive la città – accusano i promotori del progetto -. Una politica a tutti ben nota, quella delle non risposte, quella di chi, nonostante le lettere degli abitanti del quartiere, preferisce murare i problemi invece che risolverli».
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