La manifestazione
«La selezione è regolare»
PISA. Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia di una disabile che sosteneva di essere stata esclusa da una selezione all'Università di Pisa. Ora è lo stesso Ateneo a intervenire sulla vicenda e a dare...
PISA. Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia di una disabile che sosteneva di essere stata esclusa da una selezione all'Università di Pisa. Ora è lo stesso Ateneo a intervenire sulla vicenda e a dare la sua versione dei fatti, facendo alcune precisazioni.
«Il 20 maggio 2014 - si legge in una nota diffusa dall’Università - è stata indetta una selezione finalizzata all'assunzione nominativa di tre unità di personale appartenente all'area servizi generali e tecnici, riservata ai soggetti disabili iscritti negli elenchi speciali della Provincia di Pisa ai sensi della Legge n. 68/99».
«L'avviso di selezione - prosegue il documento diffuso dall’ufficio stampa - prevedeva una serie di requisiti di ammissione, tra cui: il titolo di studio, il possesso di una percentuale minima di invalidità (almeno il 67% per le invalidità di natura fisica e il 46% per quelle di natura psichica o intellettiva) e tutti quei requisiti notoriamente richiesti ai fini della partecipazione alle selezioni pubbliche. La percentuale di invalidità, sopra i suddetti minimi, rilevava pertanto solo ai fini dell'ammissione alla selezione».
La selezione - spiega ancora l’Ateneo - «si articolava in una preselezione e una prova teorico-pratica. Per il superamento della preselezione veniva chiesto ai candidati di allegare alla domanda una dichiarazione sostitutiva nella quale indicare tutti gli elementi utili per l'individuazione dei titoli dichiarati, le attività prestate, le mansioni svolte, la tipologia contrattuale di lavoro, la sede di lavoro, la data di inizio e fine contratto».
Il bando «demandava ad una commissione il compito di valutare le esperienze lavorative prestate dai candidati, dopo aver definito i criteri generali nell'ambito della propria discrezionalità».
L'Università di Pisa «ritiene, pertanto, di aver agito nel fedele rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in materia di concorsi pubblici».
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