Sicurezza
La Cgia: tasse sui capannoni aumentano del 31 per cento
Secondo l’ufficio studi dell’associazione degli artigiani di Mestre l’incremento più pesante per le aziende, provocato dall’azione combinata di Tasi e Imu, si registra a Pisa
L'azione combinata di Imu e Tasi ha prodotto un ulteriore aggravio fiscale alle imprese: rispetto allo scorso anno per l'Ufficio studi della Cgia in 3 Comuni capoluogo di provincia su 4 la tassazione sui capannoni aumenta.
In termini percentuali, gli incrementi più "pesanti" si registrano a Pisa (+31%, pari ad un aumento medio di 791 euro), a Brindisi (+18%, pari a un aggravio di 2.314 euro) e a Treviso (+17% che si traduce in un rincaro di 321 euro). Gli imprenditori che, invece, beneficiano della riduzione fiscale più significativa sono quelli che possiedono il capannone nel Comune di Nuoro (-14%, pari a -147 euro), in quello di Modena (-15% che si traduce in un risparmio di 309 euro) e in quello di Siracusa (-15%, pari a 463 euro).
In questa analisi sono state esaminate le decisioni prese dagli 80 Comuni capoluogo di Provincia che per l'anno in corso hanno stabilito e pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze (entro il 24 settembre 2014) le aliquote Imu e Tasi da applicare ai capannoni di categoria catastale D1.
«Negli ultimi anni - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia - l'incremento della tassazione a livello locale è stato spaventoso. Dalla metà degli anni '90 ad oggi, l'impennata è stata del 190%. Per quanto riguarda la tassazione sugli immobili, con l'Imu e, da quanto si è capito fino a ora, anche con la Tasi, i sindaci hanno cercato, nel limite del possibile, di non penalizzare le abitazioni principali a discapito delle seconde/terze case e, in parte, degli immobili ad uso strumentale».
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