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RADUNO SCOUT NEL MIRINO

Gravi danni a flora e fauna «Indaghi la magistratura»

Gravi danni a flora e fauna «Indaghi la magistratura»

PISA. Il mega raduno dell'Agesci, che lo scorso agosto ha portato oltre 32mila scout nella Tenuta di San Rossore, fa ancora discutere. Questa volta, però, dalle parole si è passati alle carte bollate....

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PISA. Il mega raduno dell'Agesci, che lo scorso agosto ha portato oltre 32mila scout nella Tenuta di San Rossore, fa ancora discutere. Questa volta, però, dalle parole si è passati alle carte bollate. Il comitato “Salviamo San Rossore”, ha presentato alla Procura della Repubblica e al Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) di Firenze per chiedere di indagare sui presunti danni all'ambiente che sarebbero stati causati dal raduno, svolto nella cosiddetta zona dei “Cotoni”, tra Cascine Nuove e Cascine Vecchie, su un'area di circa 74 ettari.

«A giugno – spiega il botanico Fabio Garbari, già direttore dell'orto botanico di Pisa – avevamo fatto un primo censimento per verificare lo stato della flora e della fauna della zona interessata dal raduno. Dopo l'evento abbiamo verificato gli effetti che l'iniziativa ha avuto».

Secondo il Comitato, che già in aprile aveva chiesto ai vertici del Parco di non svolgere il raduno nella Tenuta di San Rossore e promosso un appello sottoscritto da oltre 400 persone, l'evento ha provocato «molte conseguenze negative sulle componenti vegetali, sulle popolazioni animali e sulla struttura geomorfologica dei Cotoni». In particolare, secondo il Comitato, il prato che caratterizza la zona «per larghissime parti è scomparso, così come molte piante».

«Sono state interrotte le successioni vegetazionali – aggiunge Garbari – e distrutte alcune coperture licheniche».

Per l'ornitologo Alessandro Spinelli «sono stati distrutti decine di nidi di gruccioni», uccelli che creano strategicamente il proprio nido sottoterra. Danni sarebbero stati creati anche alla popolazione della Lycosa tarantula, ragno terricolo caratteristico di quella zona. «A prescindere da quello che è accaduto all'ambiente, ciò che è successo nel Parco è illegale – spiega l'avvocato Giancarlo Altavilla, a cui è stato affidato l'incarico di presentare l'esposto –. Un evento come quello che si è svolto ad agosto contraddice la disciplina e le modalità di fruizione del Parco. Si è consumato un illecito plurimo e un reato di tipo culturale perché è passata l'idea di un Parco da tutelare trasformato in un giardino pubblico».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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