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«Nessuna ritorsione verso chi non paga il contributo»

PISA. «Il timore di ritorsioni della scuola verso chi non paga il contributo volontario chiesto alle famiglie è un'autentica provocazione e un insulto alla dignità e al rigore di chi insegna e...

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PISA. «Il timore di ritorsioni della scuola verso chi non paga il contributo volontario chiesto alle famiglie è un'autentica provocazione e un insulto alla dignità e al rigore di chi insegna e amministra la scuola».

A dirlo è la professoressa Paola Lucarelli, preside dell’istituto comprensivo Gamerra di Pisa, che replica così alla madre di un alunno che in una mail inviata al Tirreno si era lamentata dell’aumento della quota del contributo volontario, richiesto ai genitori nelle scorse settimane in contemporanea al suono della prima campanella, passato dai 2,50 euro di un anno fa ai 7,50 di oggi, per un totale che, con l'assicurazione contro gli infortuni di identico importo, raggiunge la somma totale di 15 euro annui.

«Tutte le scuole chiedono questo tipo di contributo – scrive la dirigente Paola Lucarelli in una nota, firmata anche dalla presidente del consiglio di istituto, Eleonora Palazzolo – e quelli chiesti e condivisi dal consiglio d’istituto, nella nostra scuola sono peraltro i più bassi comparati con le quote chieste dalle altre, come peraltro specificato nell’articolo del Tirreno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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