Il Tirreno

Pisa

Sinopie, lavori più lunghi I bancarellai in allerta

di Francesco Loi e Daniele Benvenuti

Prorogato di quattro mesi il cantiere al museo su indicazione della Sovrintendenza I commercianti contavano di rientrare in Piazza dei Miracoli da metà ottobre

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PISA. Altri quattro mesi per ultimare il restauro al Museo delle Sinopie in piazza del Duomo. Il termine dei 365 giorni di lavori previsto in un primo momento sarebbe scaduto il prossimo 16 ottobre. La richiesta di proroga del cantiere è firmata dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Ed è la conseguenza di nuove prescrizioni imposte dalla Sovrintendenza dopo un sopralluogo alle Sinopie effettuato con tecnici provenienti direttamente da Roma. «Ora dobbiamo adeguarci a queste prescrizioni - dice l’ingegner Rinaldo Giambastiani, dirigente dell’area tecnica dell’Aoup - attraverso una variante al progetto originale. Dovremo chiedere alla ditta un supplemento di lavoro rispetto a quanto inserito nel precedente bando. Abbiamo valutato in quattro mesi un tempo congruo per il completamento dell’intervento. Il cronoprogramma dei lavori, prima di queste nuove prescrizioni, era stato rispettato».

La questione bancarelle. L’annuncio della proroga del cantiere riapre la questione delle bancarelle trasferite temporaneamente in piazza Manin e il cui futuro è legato proprio al termine dei lavori in Piazza dei Miracoli. Cosa accadrà tra quattro mesi? Più semplice dire quello che sarebbe successo da metà ottobre in poi. A lavori conclusi, il cantiere ovviamente sarebbe stato rimosso. A quel punto, secondo gli atti di riferimento (l’ordinanza del Comune e la sentenza del Consiglio di Stato del maggio 2013), le bancarelle sarebbero tornate in Piazza dei Miracoli, in assenza di un nuovo piano del commercio che ne modifichi la destinazione o di altre indicazioni (leggi ministero e incognita ArtBonus). Una collocazione di nuovo temporanea in attesa di quella definitiva. Che a questo punto non potrà essere l’Umi1 dentro l’area del Santa Chiara (che l’Aoup venderà con bando unico e senza “stralci”), ma semmai il complesso dei Trovatelli (di proprietà Aoup) all’angolo di via Santa Maria, sul quale c’è l’interesse all’acquisto da parte dei bancarellai. «Ne abbiamo passate tante da un anno a questa parte - commenta Gianmarco Boni, presidente del consorzio degli ambulanti del Duomo - che non saranno certo quattro mesi in più in piazza Manin a spaventarci. A patto però di una risposta chiara sul percorso finale di tutta la vicenda. Noi crediamo nei “Trovatelli” come destinazione definitiva, ma nell’attesa dell’operazione vogliamo tornare in Piazza dei Miracoli».

Gli atti. A questo punto, dopo la proroga dei lavori, il Comune dovrebbe rimodulare le due ordinanze che prima hanno regolato i lavori (e lo spostamento delle bancarelle) e poi la loro collocazione in piazza Manin. L’ordinanza dalla quale tutto è partito è la numero 132 del 30 aprile 2012. Atto che indica in un anno il tempo necessario per terminare i lavori al museo, con le bancarelle che sarebbero dovute andare nel parcheggio di via Pietrasantina. Da qui il durissimo braccio di ferro con gli ambulanti, culminato con la rimozione di tutti i banchi nel settembre dell’anno scorso. Per la ricollocazione, dopo il via libera della conferenza dei servizi, il Comune ha firmato un’ordinanza il 4 marzo scorso nella quale concedeva 44 posteggi in piazza Manin in via temporanea «ordinando il permanere nell’area - si legge nell'atto - per un tempo massimo di 365 giorni dall’avvio dei lavori, e comunque non oltre la data effettiva di conclusione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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