Sicurezza
Dirigente, non ci fu assenteismo
Palazzo Gambacorti “assolve” la dipendente accusata da un vigile urbano su Facebook
PISA. Non ci sono elementi per aprire un procedimento disciplinare. Si chiude in meno di una settimana senza “incriminati” per assenteismo il caso della dirigente vista in un negozio in orario di ufficio da un vigile urbano fuori servizio che aveva poi affidato il suo sdegno sulla bacheca del proprio profilo Facebook.
Il segretario generale Angela Nobile, sentite le versioni delle due parti, e verificato contratti di lavoro e presenze a Palazzo Gambacorti, ha ritenuto di non dover dare il via all’iter previsto nei confronti dei dipendenti pubblici accusati di aver violato le regole. Il comportamento contestato è stato considerato irrilevante ai fini disciplinari.
Nessuna censura, e sarebbe stato un paradosso, improbabile ma non impossibile nella pubblica amministrazione, nemmeno verso l’assistente scelto, Grazia Salotti, originaria di Cascina, residente a Pisa, che aveva fatto propria l’indignazione per un episodio ritenuto censurabile. È stato accertato, quindi, che la dirigente non era entrata nel negozio Liu Jo per fare shopping, mentre stava tornando da un sopralluogo (aveva dei fascicoli in mano). Il confronto con il vigile urbano sarà durato al massimo un paio di minuti. Di sicuro, però, la dirigente è rimasta nel negozio per dare un’occhiata ai capi di abbigliamento e poi salutare la commessa dicendole: «Passo con calma».
La diretta interessata ha precisato la sua posizione: «Non stavo facendo "shopping" e avere scambiato poche parole con la titolare del negozio, alla presenza della vigilessa, affermando che ero in servizio (stavo rientrando in ufficio da un sopralluogo), non costituisce fatto rilevante sotto alcun aspetto. Nella mia qualità di dirigente ritengo di non aver violato nessuna norma, ne contrattuale né etica, relativa all'orario di lavoro, considerando quanto previsto dal Ccnl della categoria che commisura la retribuzione non alle ore di servizio, ma al soddisfacimento dei compiti affidati e degli obiettivi assegnati».
Per l’assistente, invece, la commessa si era rivolta alla dirigente chiedendole: «Oggi niente lavoro?" E lei: "Sono al lavoro". Io mi giro e dico. "Che brava, solo i "vigili" danno nell'occhio perché in divisa vanno al bar, perché girano in macchina. Io per esempio sono spesso 6 ore in auto e quasi sempre alla guida". Lei imbarazzatissima, no, di più, esce dal negozio. Mi dispiace averla disturbata nello shopping durante l'orario di lavoro. Ma che brava la nostra dirigente del Comune di Pisa».
Venuta meno l’azione disciplinare ed esercitata solo in formale la segnalazione in Procura del fatto, il segretario generale dopo questa vicenda ha intenzione di mettere a punto una sorta codice con una serie di raccomandazioni per i dipendenti. Il senso è che la dirigente non ha commesso violazioni, ma poteva evitare di entrare nel negozio in orario di ufficio. Mentre il vigile urbano si poteva risparmiare quello sfogo su Facebook.
«I dirigenti e più in generale i dipendenti pubblici devono dare l’esempio una volta fuori dal Comune – spiega la dottoressa Nobile – e anche nell’uso appropriato dei social network».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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