Attenzione
Anche i robot hanno i loro diritti... e doveri
Scuola Sant'Anna: primi passi a Bruxelles per la definizione del “diritto della robotica” per risarcire i danni dei dispositivi e stabilire le regole sulle responsabilità
PISA. Un diritto della robotica per risarcire i danni dei dispositivi e stabilire regole sulla responsabilità del danno. Sono i primi passi verso la definizione del "diritto della robotica" compiuti a Bruxelles, dove Erica Palmerini, docente di diritto privato alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e coordinatrice di "RoboLaw", ha presentato il documento finale dell'ambizioso progetto europeo che, per la prima volta, prova a tracciare le Linee guida per la regolazione della robotica. Alla Commissione e al Parlamento europeo, spiega una nota dell'ateneo pisano, ''è stato presentato lo studio di alcune delle più rilevanti tecnologie emergenti riconducibili all'ampio settore della robotica (in particolare veicoli autonomi, protesi ed esoscheletri, robot chirurgici e per uso domestico) e sono state offerte "raccomandazioni" su come l'Ue potrebbe intervenire per una loro regolamentazione''.
Secondo Erica Palmerini è necessario ''offrire soluzioni concrete ai singoli problemi che le tecnologie presentano oggi e a quelli che potranno presentare in un orizzonte temporale medio, con la consapevolezza che la regolazione è un processo continuo''. ''Durante la ricerca - aggiunge la studiosa - si è ritenuto opportuno adottare un approccio 'casistico' perché la nozione di 'robot' è, di fatto, non tecnica. Le tecnologie riconducibili sono differenziate e comprendono tanto un aspirapolvere automatico, quanto protesi ed esoscheletri, veicoli autonomi, droni, robot chirurgici e anche i cosiddetti robot per "uso personale". L'imposizione di discipline normative punitive potrebbe causare uno spostamento della ricerca verso altri Paesi, rispetto all'Europa, con la conseguenza che verrebbe inibita l'offerta di un mercato promettente, pari a 4,5 trilioni di dollari all'anno entro il 2025 secondo uno studio McKinsey, perdendo la possibilità di influire sullo sviluppo delle tecnologie stesse''. Occorre dunque lavorare su ''regole di responsabilità'', di sicuro applicabili ai robot intesi come 'prodotti' e quelle in vigore, sottolinea Palmerini, "non appaiono efficaci nell'aumentare la sicurezza dei prodotti, ma potrebbero ritardare lo sviluppo di tecnologie come automobili a guida autonoma e protesi e quindi per evitare rallentamenti nello sviluppo di questi 'prodotti robotici" Robolaw ha suggerito di separare la funzione di incentivo alla produzione di beni con alto standard qualitativo (quindi sicuri) rispetto al risarcimento del danno subito dall'utilizzatore''.
Lo studio ha anche ipotizzato la nascita di un'autorità con specifiche competenze tecniche sulla sicurezza robotica. ''Se la sicurezza dei robot fosse garantita così - conclude Palmerini - si potrebbe ipotizzare l'introduzione di esenzioni di responsabilità per i produttori. Il problema della compensazione del danno subito potrebbe essere risolto con sistemi di assicurazione obbligatoria oppure, nel caso delle protesi, con un "fondi di risarcimento automatico" che prescindono dall'accertamento di una responsabilità in capo al produttore, da finanziarsi con una parte del prezzo di rivendita della medesima applicazione robotica''.
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