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Industria, timidi segnali di ripresa grazie all’export

Industria, timidi segnali di ripresa grazie all’export

PISA. Alcuni settori registrano un segno positivo, mentre situazioni di difficoltà permangono in numerosi comparti. Tirando le somme, si arriva a un dato complessivo meno negativo dei trimestri...

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PISA. Alcuni settori registrano un segno positivo, mentre situazioni di difficoltà permangono in numerosi comparti. Tirando le somme, si arriva a un dato complessivo meno negativo dei trimestri precedenti. E’ l’analisi dell’Unione Industriale per il secondo trimestre 2014. «Il dato positivo - commenta il presidente Federigo Federighi - conferma i segnali favorevoli emersi dalle dichiarazioni degli operatori a chiusura del 2013. Sono la perdurante debolezza della domanda interna e il permanere di condizioni difficili sul fronte della liquidità a vincolare ancora le prospettive di miglioramento delle produzioni industriali. E le prospettive a medio termine si confermano incerte». Ecco i numeri principali: produzione +1,7%, fatturato pressoché stabile (+0,15%), ordinativi in calo (-0,8%) come la quota dell’occupazione (-0,7%).

Si continua ad assistere ad una graduale sostituzione della domanda interna (in flessione) con quella estera (in miglioramento), anche se pure l’estero sta manifestando inizi di raffreddamento: il dato ordini è composto infatti per il 37,5% dalla domanda nazionale e per il 62,5% dalla domanda estera.

«Vanno intensificati gli sforzi sui mercati esteri nonostante le difficoltà che su molti fronti si sono aperte negli ultimi mesi, come ad esempio il caso Russia - aggiunge Federighi -. Non è solo una questione di liquidità, bensì di supporto delle istituzioni al mondo dell’export manifatturiero che subisce pesantemente la carenza del cosiddetto “effetto Paese”». Ma vediamo i numeri di alcuni settori.

Metalmeccanico. Il settore registra un andamento positivo rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno: la produzione (+1,5%) porta ad un incremento del fatturato del +3,6%.

Pelli e cuoio. Dati positivi sia per produzione che per fatturato: +1,5%. Gli ordinativi, di contro, si presentano in leggera flessione (-0,8%). Stesso dato per il livello occupazionale.

Chimica e plastica. Valori negativi per i principali indicatori: produzione -3,5%, fatturato -6,6%, ordinativi -6%, occupazione -4%.

Legno e mobili. Valori simili: -0,1% la produzione, -2,1% il fatturato, ordinativi +3,8%, occupazione +0,1%.

Farmaceutica. Performance negative in parte: -2,6% la produzione, ma fatturato +4,8%. Stessa percentuale per gli ordinativi in cui si conferma la prevalenza del mercato interno. Stabile l’occupazione.

Edilizia. Dati negativi, ma con qualche timido segnale di ripresa: -0,8% la produzione, fatturato -2,5%, ordinativi -2,6%, occupazione -1,4%.

Alimentare. Produzione e fatturato entrambi al +3,4%, mentre gli ordinativi si attestano al +1,9%. Per l’occupazione andamento lievemente positivo (+0,8%).

Servizi. Dati negativi in controtendenza con i passati trimestri: +0,9% il fatturato, ma domanda a -7,5%, occupazione +0,1%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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