Il Tirreno

Pisa

i temi al centro del dibattito

di Danilo Renzullo

PISA. «Il mondo politico deve svegliarsi, ma sono convinto che l'impulso di Renzi sia positivo per mettere in campo una battaglia culturale». In vista di un autunno che si preannuncia rovente per la...

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PISA. «Il mondo politico deve svegliarsi, ma sono convinto che l'impulso di Renzi sia positivo per mettere in campo una battaglia culturale». In vista di un autunno che si preannuncia rovente per la scuola, l'Università e il mondo della ricerca (e non solo), c'è chi, fuori dal coro, giudica positivamente l'operato del governo. E a sostenerlo non è uno qualsiasi. Antonino Zichichi, luminare della Fisica e divulgatore scientifico, crede nelle potenzialità dell'esecutivo Renzi e spera in cambio di rotta, dopo decenni di tagli e umiliazioni subite dal settore. «Una battaglia culturale per dare impulso alla ricerca scientifica, motore del progresso», è l'auspicio del professore emerito del dipartimento di fisica superiore dell'Università di Bologna, intervenuto ieri al centesimo congresso della Società italiana di fisica che si tiene a Pisa fino al 26 settembre. Una battaglia da combattere stanziando risorse e riconoscendo il valore della ricerca scientifica, anche come settore trainante dell'economia.

«La scienza italiana è molto variegata – sottolinea Zichichi a margine del congresso -. In molti settori, in particolare nella fisica delle forze fondamentali e nella fisica subnucleare, siamo i primi della classe. L'Italia non ha nulla da invidiare a nessuno. Il futuro della scienza dipende però da noi. Abbiamo bisogno di grandi scoperte: c'è bisogno di sconvolgere tutto quello che si conosce». Per farlo, però, l'impegno della comunità scientifica non basta. «Il vero motore del progresso civile e sociale è la scoperta scientifica e per portarla avanti occorre una forte azione politica – continua Zichichi -: le forze politiche devono essere capaci di prendere in mano la scienza moderna. Il governo deve mettere in piedi una battaglia culturale e finanziare le nuovi grandi avventure della scienza» per costruire il futuro. «Il mondo politico deve svegliarsi, ma sono convinto che questo nuovo grande impulso di Renzi sia positivo, ma bisogna aiutarlo. È fondamentale una battaglia culturale: il governo deve sapere che il motore del progresso è la scoperta scientifica e Renzi mi sembra che sia su questa linea».

Zichichi è stato insignito della speciale medaglia “Galileo Galilei” insieme a Tsung-Dao Lee, premio Nobel per la fisica nel 1957 (non presente fisicamente) e a Federico Faggin, ideatore del microprocessore, al quale è andato il prestigioso premio “Enrico Fermi”. Numerosi premi sono stati consegnati ai soci benemeriti della Società italiana di fisica e a giovani ricercatori che si sono distinti nei vari campi della fisica. «Questo riconoscimento ha per me un grande significato – continua Zichichi - perché negli anni '80, a Pechino, quando in Cina tutti portavano i vestiti alla Mao Tse-tung, ho iniziato una grande battaglia per far riconoscere Galilei come il padre del principio della relatività e della scienza moderna. In Cina ho trovato i grandi sostenitori di questa mia battaglia culturale: paradossalmente Galilei è più noto in Cina che nella sua Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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