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il giallo di roberta RAGUSA

Gozi, rimosso il profilo Facebook

Gozi, rimosso il profilo Facebook

Appelli in Rete e al sindaco di San Giuliano per aiutare il superteste

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PISA. È stata rimossa la pagina Facebook di Loris Gozi. Il supertestimone del caso Ragusa negli ultimi aveva affidato alla bacheca sfoghi personali e richieste di aiuto dopo le minacce ricevute attraverso una lettera anonima, da qualche giorno è scomparso dal social network.

Gozi è il principale teste dell’accusa a carico di Antonio Logli, il marito della donna scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Il giostraio di 37 anni, residente in via Gigli, sostiene di aver visto Logli da solo in auto quella famosa notte a mezzanotte e mezzo, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Ed è quasi certo di averlo incontrato, nello stesso posto, anche verso le una mentre litigava con una donna.

Se Gozi è scomparso su Facebook, sul social è nato un gruppo chiuso “Sosteniamo Loris Gozi”. «Questo gruppo nasce per dare sostegno al supertestimone del caso Ragusa, Loris Gozi, che un anno dopo la scomparsa di Roberta ha trovato la forza di raccontare la sua verità ciò che vide la notte della scomparsa – scrivono i promotori –. Loris ha raccontato molti particolari tutti agli atti della procura di Pisa. Da quando ha parlato Loris ha ricevuto minacce e intimidazioni e questo gruppo vuole sostenerlo e ringraziarlo per il suo coraggio nonostante le difficoltà avute».

A sostegno di Loris arriva anche un appello al sindaco Sergio Di Maio da Donatella Reggini e Giusy Angemi: «Gozi per avere avuto il coraggio di testimoniare in un caso di presunto omicidio, quello di Roberta Ragusa, si trova ora ad affrontare una situazione difficilissima, visto che a conseguenza di ciò sia lui che la moglie hanno perso il lavoro (lei è stata messa alla porta dopo 7 anni di lavoro in un ristorante, con contratto a tempo indeterminato) e hanno 3 figli da sfamare. Ora quasi tutti hanno voltato loro le spalle, nessuno li assume, fortunatamente ogni tanto qualcuno li aiuta portando un po' di spesa. Oltre al caso umano, ci preoccupa moltissimo il messaggio che questa situazione fa passare, cioè che se ci si comporta onestamente e si fa il proprio dovere, si viene lasciati soli. Le istituzioni, le persone che ci governano, non possono permettere ciò».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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