Il Tirreno

Pisa

Provincia, un team di sindaci in risposta a Firenze pigliatutto

Appello a sostegno di Marco Filippeschi come presidente «Area costiera protagonista per una Toscana equilibrata»

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PISA. «Abbiamo proposto a Marco Filippeschi, sindaco di Pisa al secondo mandato, di candidarsi alla carica di presidente dell’amministrazione provinciale, nelle forme che questo ente verrà ad assumere sulla base della legge Delrio e in conseguenza delle elezioni di secondo grado previste per domenica 12 ottobre».

Chi vota. Dalle voci a un appello che sa di investitura istituzionale firmato dai 28 sindaci di centrosinistra della provincia pisana. La scelta è compiuta. In quanto ente diventato di secondo grado, il 12 ottobre il nuovo presidente e il nuovo consiglio provinciale (12 componenti) non saranno più eletti dai cittadini, ma direttamente dai sindaci (37) e dai consiglieri (501) del territorio. Quattro anni il mandato del primo, due quello del secondo. Ma due potrebbe essere anche il mandato del presidente che, in questo arco di tempo, si concluderà l’iter di modifica costituzionale per la soppressione (totale) delle Province.

I dubbi. Quello che Filippeschi dovrà presiedere è un ente con tanti punti interrogativi. Oltre ai tagli continui al bilancio proprio in ottica soppressione, la legge Delrio ha sottratto alla Provincia una serie di funzioni importanti. Il problema ora è che non si sa chi se ne dovrà occupare. Invece dovrà comunque occuparsi di pianificazione territoriale, servizi di trasporto, programmazione della rete scolastica, a gestione dell'edilizia scolastica. Nei giorni scorsi i sindaci si sono incontrati con il presidente uscente Andrea Pieroni. Le preoccupazioni sono emerse. «Governeremo un ente che ha subìto tagli pesantissimi, non di funzioni, ma di risorse. Chiediamo quindi a Regione e governo certezze per svolgere questi cambiamenti nell’interesse delle comunità».

Costa vs Firenze. Ma la vera partita si gioca sullo scenario futuro, che i sindaci nell’appello rendono esplicito: le province saranno «sostituite nel giro di due anni da un assetto totalmente rinnovato, incentrato sulle aree vaste». Il compito è così, tra l’altro, descritto: «La Provincia dovrà curare le relazioni istituzionali sia con le altre province dell’area vasta, per costruire e consolidare nuovi ed efficaci assetti gestionali, sia con i Comuni». Ma perché l’area vasta, sbandierata da anni e mai vera realtà, diventa ora tanto importante? La risposta è la Firenze pigliatutto, dall’aeroporto in poi. «Siamo consapevoli che la costituzione della città metropolitana cambia profondamente l’assetto politico della Regione Toscana, e l’equilibrio tra i diversi territori che la compongono. In questo contesto la provincia di Pisa dovrà rendersi protagonista della costruzione di una prospettiva di un coordinamento delle politiche dei territori dell’area vasta costiera». Questa appare ai sindaci «l’unica maniera efficace e costruttiva di dialogare e cooperare con la costituenda città metropolitana» per «una Toscana che viaggi tutta alla medesima velocità».

Tutti sindaci. Da qui, spiegano, la scelta di Filippeschi, sindaco «della città più importante della nostra provincia, che è anche un centro direzionale fondamentale per l’intera area vasta costiera». Anche per questo forse l’indirizzo di affiancare il nuovo presidente con un consiglio provinciale composto tutto di sindaci.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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