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Sapienza, passo verso il restauro tre milioni dalla Fondazione Pisa
Il contributo è già disponibile e copre un quarto della spesa necessaria per la riapertura del palazzo Il rettore: «Il progetto definitivo è quasi pronto, contiamo di completare i lavori nell’arco di due anni»
PISA. Un “mattone” pesante lo mette subito la Fondazione Pisa. Tre milioni di euro per agevolare lavori e riapertura del palazzo della Sapienza. Un gesto accolto persino «con un pizzico di emozione» dal rettore Massimo Augello. Nella sede della Fondazione, il presidente Claudio Pugelli e il rettore hanno illustrato quello che sarà un passaggio fondamentale «per riportare la Sapienza ai suoi fasti, anzi per rilanciarla», hanno detto ricordando la chiusura per agibilità ormai datata maggio 2012. Con tutti gli strascichi di dubbi, gialli veri e presunti, polemiche e difficoltà per le attività commerciali intorno al palazzo.
Piano economico. «C’è un progetto e ci sono tempi di intervento definiti, per questo la Fondazione Pisa ha deciso di assegnare all’Università, proprietaria dell’immobile, un contributo importante destinato al restauro architettonico e funzionale di un simbolo cittadino come la Sapienza», ha spiegato Pugelli. Le certezze sono quasi tutte sul tavolo. La spesa è stimata in 12 milioni di euro. Il “quasi” va messo davanti ai canali di finanziamento. Dal ministero dell’Università arriva un contributo straordinario di 1,2 milioni di euro. Altrettanti dovranno giungere dal Mibact, il ministero dei Beni culturali («un impegno però ancora da concretizzare», sottolinea Augello). Poi ci sono i 3 milioni di euro della Fondazione, mentre qualcosa dovrà arrivare dalla Regione. «Il governatore Rossi mi ha detto che faranno la loro parte», dice il rettore. Il resto della cifra sarà a carico dell’Università.
Conto alla rovescia: due anni. Sui tempi è stata definita una “scaletta” che tutti hanno una gran voglia di rispettare «per ripristinare una profonda ferita nel territorio». Ancora il rettore: «Progetto definitivo entro l’anno, bando nei primi mesi del 2015, quindi l’aggiudicazione dei lavori. La cui durata dovrebbe essere di un anno». Al tirar delle somme, si arriva a due anni da ora.
Il progetto. Il modo in cui il palazzo della Sapienza dovrà «tornare agli antichi splendori» è invece definito sin nei dettagli, rivelati dal rettore. Una volta che l’edificio sarà stato restaurato, oltre alla sede del Dipartimento di Giurisprudenza, diventerà anche il polo dei master e della scuola di dottorato. La “nuova” Sapienza tornerà ad ospitare la Biblioteca Universitaria, «luogo della mia formazione», come la definisce Augello. Ma la Bup, aggiunge, dovrà essere «resa più moderna e su questo il Mibact ha preso un impegno preciso». Dovrà essere all’altezza dell’altra biblioteca politico-giuridico-sociale che spicca nel progetto: raccoglierà il patrimonio che si trova in più sedi «per esaltare il nome Sapienza», dice Augello.
Corsia preferenziale. Il rettore infine ha rimarcato lo spirito di collaborazione con gli altri soggetti (dalla Bup al ministero dell’Università, alla Sovrintendenza), oltre al ruolo del tavolo permanente con prefettura e sindaco. E chiude con una richiesta già formalizzata: «Abbiamo chiesto una corsia preferenziale perché non ci siano lungaggini procedurali: qui si tratta di risolvere un problema della città».
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