Il dolore
Riserva della biosfera il Parco propone di allargare i confini
Se la candidatura fosse accettata ne entrerebbero a far parte anche i territori dei comuni di Calci e Collesalvetti
MIGLIARINO. Il Parco Naturale di Migliarino - San Rossore - Massaciuccoli si candida a riserva della biosfera MaB dell'Unesco, con confini più ampi rispetto al 2004. In caso di esito favorevole della proposta di candidatura, la "Selva pisana" potrebbe ampliarsi a nord fino alle colline di Massarosa, a est verso i Monti pisani, a sud fino alle colline livornesi e a parte della pianura di Collesalvetti.
Giovedì 18 l'Ente Parco Regionale ha siglato un protocollo d'intesa con i Comuni, i cui territori sono già inclusi nel perimetro della riserva (Pisa, Vecchiano, San Giuliano, Viareggio e Massarosa) e con Calci e Collesalvetti.
La riserva della biosfera "Selva pisana" fa parte del programma MaB da dieci anni (Man and Biosphere, ovvero Uomo e Biosfera), insieme ad altri nove luoghi in Italia. In occasione della revisione periodica decennale per il mantenimento del suo status, il Segretariato Mab dell'Unesco ha chiesto all'Ente che fossero individuate nuove aree anche al di fuori dell'attuale perimetro della riserva.
«Per ricandidare il nostro territorio a questo prestigioso riconoscimento - spiega Fabrizio Manfredi, presidente dell'Ente - abbiamo proposto ai Comuni di Vecchiano, San Giuliano, Massarosa di entrare a far parte della "selva pisana", in virtù delle caratteristiche paesaggistiche dei loro territori. La novità consiste soprattutto nell'adesione dei comuni di Calci e Collesalvetti. Entro il 22 manderemo il protocollo d'intesa al Ministero dell'Ambiente che, dopo le dovute verifiche, lo inoltrerà all'Unesco».
L'area oggetto del prestigioso riconoscimento attualmente comprende, oltre al territorio e all'area contigua del Parco Naturale, anche le frazioni di Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone e una fascia di area marina di fronte alla costa a nord del fiume Arno fino a sei metri di profondità.
«Il nostro ente si fa interprete delle esigenze di territori di cinque comuni e due province, pertanto mira ad avere un ruolo di "stimolatore" delle istituzioni - aggiunge Manfredi - L'obiettivo è programmare le scelte di pianificazione urbanistica, strutturale ed economica, nell'ottica di un'area vasta della Toscana nord-occidentale, che si estende da Massa a Livorno. Il superamento delle province e la costituzione delle aree metropolitane come quella fiorentina rischiano di spostare l'attenzione su altri contesti, relegando ai margini zone importanti come le nostre. La preoccupazione è reale, basta pensare alle recenti polemiche sui finanziamenti dell'autostrada, la paventata riduzione dei treni sulla linea Tirrenica, la diatriba tra gli aeroporti».
L'Ente Parco, in un comunicato stampa, ha reso noto che le aree esterne ai confini del parco regionale resteranno tali e non sorgeranno nuovi vincoli di tipo giuridico o urbanistico. Non si tratta quindi di un'estensione dei confini del Parco o dell'ambito delle sue competenze, ma di una gestione dei beni orientata allo sviluppo sostenibile e alla tutela della biodiversità attraverso forme di partecipazione attiva delle realtà economiche e sociali del territorio. «Vogliamo istituire una cabina di regia, un comune tavolo di lavoro con i sindaci - conclude Manfredi -per interloquire più efficacemente con le Regioni e l'amministrazione centrale, per promuovere e valorizzare il nostro territorio, che non ha niente da invidiare agli altri».
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