Il dolore
Il web si divide: scelta giusta Ma altri non la condividono
PISA. A palazzo Gambacorti ci sono due scuole di pensiero: quelli come l’assessore al personale Federico Eligi che hanno elogiato la segnalazione della vigilessa. Addirittura invitando a proseguire...
PISA. A palazzo Gambacorti ci sono due scuole di pensiero: quelli come l’assessore al personale Federico Eligi che hanno elogiato la segnalazione della vigilessa. Addirittura invitando a proseguire su questa strada, anche anonima, se può servire ad aumentare il tasso di trasparenza. E quelli che pensano che pubblicizzare la cosa abbia fatto perdere un’occasione: una eventuale uscita per shopping si può giustificare con facilità, mentre tanti episodi simili sono più difficili da spiegare. Ecco, se lo “scandalo” non fosse scoppiato presto, si sarebbe potuto tenere sotto osservazione la dirigente e si sarebbe appurato con minor dubbio se la deviazione dal percorso di rientro in ufficio sia un’abitudine consolidata o sia stata una semplice coincidenza. Tutto questo vale in generale, non solo per i personaggi coinvolti nella vicenda specifica. Che però in rete ha generato numerosi commenti. Il tono predominante è quello del dito puntato contro il pubblico impiego nel suo complesso; un po’ era anche prevedibile, tanto che Miria Bertozzi prova a cambiare discorso: «Benvenuti in Italia, io sono dell’opinione che, se ognuno svolgesse il proprio lavoro, non ci ritroveremmo a questi livelli». Simpatica la motivazione con cui un altro lettore dimostra che i vigili sono sempre al lavoro, a differenza degli altri: Antonio Galterisi constata che «i verbali a casa arrivano puntualmente ogni giorno». Ma il rischio della caccia alle streghe è molto facile. Così Benedetto Crescenzi ammonisce: «Prima è necessario conoscere bene le normative contrattuali, altrimenti, come in questo caso, si rischia pure una querela per diffamazione». Tornando al merito, Elena Dell’Ira: «Difficile raggiungere gli obiettivi dentro un negozio di abbigliamento». Mentre Carlo Raffaelli: «Mi sa di trappola ad personam».
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