Sicurezza
Cambio divisa da pagare ci pensa anche la polizia
Il Silp-Cgil: «Questo diritto non vale solo per gli infermieri, ma anche per noi» Viene valutata la causa collettiva per ottenere una retribuzione aggiuntiva
PISA. È una causa pilota che potrebbe dare il via a una valanga di citazioni, con azioni legali collettive, quella vinta da sei infermieri di Cisanello sulla retribuzione durante il cosidetto cambio divisa.
Il giudice del lavoro ha riconosciuto il diritto a considerare come tempo di lavoro nove minuti in entrata e nove in uscita necessari per indossare o togliere la divisa e ha condannato l'Aoup a pagare 18 minuti per ogni giorno lavorato dagli infermieri nel periodo che va da primo gennaio 2005 al 31 dicembre 2010.
Claudio Meoli, segretario provinciale del Silp-Cgil, annuncia la volontà di acquisire il dispositivo della sentenza per verificare l’eventuale diritto a reclamare quei soldi anche da parte dei poliziotti. In provincia sono circa 500 i dipendenti di questura e commissariati.
«Gli infermieri hanno ottenuto una "remunerazione quale tempo di lavoro" pari a nove minuti in ingresso e nove in uscita, per ogni giorno di servizio, dal primo gennaio 2005 al 31 dicembre 2010 percependo 23.176,27 euro di arretrati complessivi più gli interessi di legge – afferma il sindacalista della Cgil –. In considerazione di ciò, poiché la sentenza riconosce un diritto, la segreteria sindacale di Pisa si è attivata per acquisire copia del dispositivo al fine di valutare se, in analogia a quanto concesso agli infermieri, tale diritto potrà essere esteso anche a quegli operatori della polizia di Stato che per indossare l'uniforme si recano sul posto di lavoro prima dell'inizio del turno e che al termine vi si trattengono per svestirsi, effettuando quindi prestazioni di lavoro straordinario».
Meoli chiarisce che se ci saranno i presupposti il Silp- Cgil di Pisa, avvalendosi del supporto della propria struttura nazionale, si attiverà per promuovere una causa collettiva tramite lo studio legale che assiste il sindacato. «Sarà nostro interesse informare sugli sviluppi» fa sapere il sindacalista che invita, chi volesse avere maggiore informazioni, a contattare il 331 3708072.
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