Gioco
I ladri nella casa del delitto poche ore dopo il dissequestro
Nella villetta Fabrizio Fruzzetti uccise la madre. I malviventi rubano le biciclette e il televisore. I parenti: «Si specula sulla morte»
PISA. I ladri sono entrati nella casa in cui Fabrizio Fruzzetti ha ucciso la madre Cesira Antonioli. I malviventi hanno rubato le biciclette e il decespugliatore lasciati nel magazzino a piano terra. E dall’appartamento al primo piano è stato rubato il televisore. «La casa è stata messa sottosopra ed ancora dobbiamo fare una verifica accurata per sapere se mia nonna e mio zio avevano libretti postali o libretti di conto corrente», racconta Nicola Ruberti.
Ma il fatto che lascia ancora più sgomenti i parenti della vittima Cesira Antonioli è che il furto è avvenuto poche ore dopo il dissequestro della casa. «I sigilli erano stati tolti il venerdì pomeriggio e il sabato mattina - continua il nipote Nicola Ruberti - ci siamo recati a casa per tagliare l’erba alta del giardino e ripulire l’appartamento rimasto come lo stesso giorno che avvenne la tragedia».
I ladri, evidentemente, dovevano tenere sott’occhio la casa e appena si sono accorti che i sigilli erano stati tolti, la notte si sono introdotti nella villetta in via Puccini a Ghezzano. «Sono entrati forzando la porta posteriore dello scantinato dove c’erano le tre biciclette di mio zio: una bici da corsa, una mountain bike appena comprata e una bella bicicletta da passeggio. Sono sparite tutte e tre insieme al decespugliatore. Quindi, sono saliti per le scale e sono entrati proprio dalla cucina dove è avvenuta la tragedia. La cucina era ancora sporca di sangue, ancora dovevamo pulire. Hanno razziato all’interno della casa, rovistato ovunque, gettato per terra il contenuto dei cassetti e ogni cosa».
I ladri, prima ancora dei parenti, sono entrati all’interno della scena del crimine, ma non si sono fatti alcun scrupolo.
Ivana Fruzzetti, la figlia della vittima e sorella di Fabrizio, è rimasta molto amareggiata da quanto accaduto. «Non c’è più nemmeno rispetto per la disgrazia che ci ha colpito, si cerca anche di speculare sulla morte», ha detto Ivana Fruzzetti. I parenti della vittima hanno denunciato il furto presso i carabinieri, ma non sarà facile dare un volto ai ladri che, per portare via tre biciclette oltre a tutto il resto, devono essere giunti con un furgone.
Intanto, Fabrizio Fruzzetti resta, al momento, al Centro clinico del carcere Don Bosco, in attesa che dalla perizia psichiatrica possano arrivare elementi per capire quale possa essere l’ambiente migliore per accogliere un uomo di 55 anni, malato mentale da diversi anni. Da tempo era seguito da personale dell’Asl che, anche il giorno dell’omicidio, si era recato in via Puccini per verificare che Fruzzetti seguisse la cura.
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