Il Tirreno

Pisa

Gli occhi dei big sulla spin-off pisana

di Francesco Loi
Gli occhi dei big sulla spin-off pisana

La società BioBeats in contatto con Samsung. Progetto ad alta tecnologia dell’azienda ospedaliera: un’app sui dati clinici

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MILANO. Un anno fa aveva soprattutto incuriosito. A distanza di dodici mesi ha attirato le attenzioni dei big mondiali: c’è chi parla addirittura di un contatto con Samsung. Sotto i riflettori è BioBeats, spin-off dell’Università di Pisa, società delle nuove tecnologie. Alla presentazione dell’Internet Festival 2014, che si è tenuta ieri al Circolo della Stampa di Milano, ha fatto scalpore questo accostamento. Usato come augurio alle altre idee pisane (e non solo) che stanno emergendo e che hanno trovato una loro vetrina all’interno della kermesse che ha lanciato anche a livello nazionale la manifestazione in programma a Pisa dal 9 al 12 ottobre prossimi.

Quella della BioBeats è una storia decisamente particolare che conviene riassumere. L’artefice è il 29enne Davide Morelli, che ha compiuto l’impresa di portare degli stranieri a lavorare a Pisa. Questa società ha infatti sede in California, una base operativa a Londra, ma è sotto la Torre che opera il team di sviluppo. BioBeats crea tecnologie che si adattano allo stato fisiologico dell’utente per creare esperienze multimediali coinvolgenti che migliorano lo stile di vita. A Milano aveva presentato “Pulse”, una app per iPhone che genera musica sincronizzata con il battito del cuore: la telecamera dello smartphone cattura il battito e la app lo relaziona alla musica generandola in tempo reale.

Sulla sua scia, le idee illustrate ieri: tutte di notevole interesse (e utilità). Laqy, spin-off della Scuola Sant’Anna, è un dispositivo che monitora la qualità dell’aria in ambienti chiusi: tiene sotto controllo il livello di inquinamento indoor grazie a una serie di sensori che rilevano la presenza di CO2, VOC, PM formaldeide, la temperatura e l’umidità dell’aria. Questo perché l’esposizione quotidiana e prolungata a un ambiente inquinato è altamente correlata a diversi problemi di salute, come allergie, cefalee, affaticamento e patologie dell’apparato respiratorio. Dopo la registrazione del dispositivo, Laqy sfrutta la connettività wifi per inviare i dati rilevati a un portale web dove possono essere analizzati e visualizzati all’interno della pagina personale del proprietario del dispositivo e su un’app dedicata. Quando rileva un valore oltre la soglia preimpostata, emette un segnale di allerta (luminoso o sonoro) e l’utente viene avvisato via mail/sms. Sarà sul mercato a primavera. L’illustrazione è stata fatta da Sandro Iannaccone, che fa parte di un team di programmatori, ingegneri elettronici, botanici e comunicatori scientifici: età media 28 anni.

E poi Pleiade, un sistema per la gestione di dati clinici. Ogni medico e infermiere sarà in grado di avere rapidamente a disposizione tutte le informazioni sulla storia clinica del paziente, accedere ai referti degli esami diagnostici e strumentali, visualizzare le immagini radiografiche. Il paziente invece avrà a disposizione un’applicazione web e mobile, Elis, con la quale consultare i propri dati clinici, effettuare richieste di prestazioni e prenotarle direttamente. Pleiade mira dunque a cambiare la gestione del dato clinico: tra qualche mese sarà possibile prendere la maggior parte degli appuntamenti sul pc o attraverso tablet o smartphone. L’idea, nata all’interno dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, è stata presentata dal dottor Marco Nerattini (direzione aziendale Aoup) e dal diriugente dell’Estav Luigi Molinari. La app Elis sarà disponibile a fine 2014, con la volontà di estenderla, nel 2015, anche ad altri esami diagnostici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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