Il dolore
La vendemmia divide tra scontenti e soddisfatti
In alcune zone il maltempo ha compromesso la maturazione degli acini Dove ha piovuto meno si prevede una produzione scarsa di vino, ma buona
SAN GIULIANO. Se la produzione dell’olio si annuncia negativa, in conseguenza delle avverse condizioni meteo che hanno favorito a dismisura la proliferazione della mosca olearia, la vendemmia si presenta fra luci e ombre. Anche per l’anomalo andamento stagionale la quantità del prodotto è stata messa a dura prova, ma non ha inciso più di tanto sulla qualità. «Varia da zona a zona - afferma Tommaso Talarico, un anziano agricoltore che opera da sempre con riscontri positivi nel campo dell’olio e del vino - l’annata per il sottoscritto va annoverata tra le peggiori sia per l’olio che per il vino. Neppure procederò alla vendemmia, infatti è andata a male tutta l’uva sul terreno di mia proprietà, in località La Corte. Per fortuna altri non versano le mie lacrime amare».
Infatti, Silvano Manetti, che ha alle spalle una tradizione secolare di famiglia nell’attività agricola, fornisce un messaggio rassicurante. «La maturazione dell’uva - nella mia proprietà - si svolge regolarmente, secondo le aspettative. Va rilevato che il sottoscritto sta molto attento a quanto succede nel vigneto, nelle diverse stagioni: primavera ed estate soprattutto. Un momento particolare e delicato investe i trattamenti. Fondamentali le ramature che non possono essere fatte nei tempi sbagliati, vanno effettuate nella misura che serve, al momento giusto».
Roberto Frassi allarga le braccia sconsolato: «Non so come commentare - ripete - sino allo scorso anno ero motivato anche nel procurarmi l’uva da altri, che trasformavo in vino. L’acquistavo per una produzione in maniera artigianale privilegiando la genuinità, astenendomi dall’immettere bisolfito o additivi previsti dalla legge. Quest’anno, purtroppo, note negative su tutti i fronti».
«Però - interviene Barbara Rossi - si può parlare di situazione difficile, senza toni catastrofici per quanto attiene la materia prima. A parte che non ha dato davvero una mano l’estate piovosa con punte negative a giugno, a luglio e agosto. Addirittura in alcune località è caduta la grandine con gli acini che hanno subito seri danni. Inizialmente la fioritura delle viti autorizzava un certo ottimismo. Adesso prendiamo atto che, in ultima analisi, i risultati sono discreti».
Infine un messaggio importante, arriva da Paolo Possenti: «La produzione del vino, bianco e rosso, ci sarà. La qualità più che accettabile. Poco vino, ma buono».
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