Sicurezza
«Cisanello più forte degli abbandoni»
Il dg Tomassini rassicura: siamo una grande squadra che ha sempre saputo rispondere alle uscite dei primari
PISA. «Cisanello non teme le uscite dei suoi medici migliori. Ci sono i capitani che guidano le squadre. Noi, anche senza capitani, abbiamo dei grandi team che possono sostituirli senza problemi».
Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Carlo Rinaldo Tomassini, usa la metafora sportiva per rassicurare pazienti e istituzioni sul mantenimento delle eccellenze nel policlinico. E sugli investimenti, secondo il professor Franco Mosca ridotti sull’alta specialità, il manager sottolinea i 48 milioni di euro spesi negli ultimi quattro anni su tecnologie e strutture.
Il trasferimento a Careggi del chirurgo oculista, Stanislao Rizzo è diventato lo spunto per riflettere, a più livelli, non ultimo quello politico, su uno scenario che l’onorevole Pd, Paolo Fontanelli ha definito «un processo di centralizzazione dei grandi servizi a Firenze e di ridimensionamento delle altre realtà toscane».
Sullo sfondo c’è la notizia del direttore di Oncoematologia pediatrica, Claudio Favre che ha partecipato al concorso per la direzione della stessa unità operativa del Meyer di Firenze. Un altro big che potrebbe andarsene.
Direttore, la preoccupa questa “mobilità sanitaria”?
«No. Riguardo a Rizzo stiamo parlando di un professionista notevole. Le ragioni del suo abbandono le ha spiegate bene al vostro giornale. A Careggi troverà quello che ha già qui a Pisa, ma per lui si tratta di tornare dove ha cominciato. L’unica cosa che ci mancherà sarà l’intervento per la retinite pigmentosa. Ci resterà il vanto di averlo avviato a Pisa. E comunque l’importante è che questa opportunità di cura rimanga nel sistema regionale. Se Favre dovesse accettare l’incarico non lo vedrei come una perdita. Anzi, andrebbe a gestire un reparto i cui benefici si farebbero sentire anche da noi».
Ci sarà un interregno per il dopo Rizzo e poi un accorpamento con Careggi?
«Escludo accorpamenti. Rizzo verrà sostituito adeguatamente. Ecco perché è fondamentale il concetto di squadra. Abbiamo avuto diversi pensionamenti e chi era nello staff, magari rimanendo in seconda fila, ha saputo sostituire i dirigenti in modo egregio. Lo ripeto. L’ospedale è troppo robusto nel suo sistema per temere simili uscite. Questo è il nostro punto di forza».
È innegabile che Careggi peschi a Cisanello per rafforzarsi.
«La collega Calamai (direttore generale di Careggi, ndr) ha individuato alcune aree critiche, dalla chirurgia alla ginecologia e all’oculistica. Per potenziarle ha fatto le sue scelte attraverso i concorsi. E ha fatto bene. Noi non abbiamo criticità da affrontare. Da sempre Pisa è una fucina di talenti e questo ci permette di non dipendere dagli altri».
Ma non era preferibile se Careggi, in un’ottica di sistema toscano, avesse preso primari da fuori regione?
«Dico solo che quando noi abbiamo avuto bisogno di migliorare un reparto la scelta è caduta su professionisti in servizio in aziende non toscane».
Il professor Mosca sostiene che a Cisanello si è pensato solo a tagliare senza investire nell’alta specializzazione. E le conseguenze sono i primari che si guardano intorno e accettano offerte più stimolanti.
«Il professor Mosca forse non ha una visione di insieme della materia ed è orientato più sulla chirurgia che conosce meglio. Oltre ai circa 48 milioni di euro (31 per le tecnologie e 16,6 per le strutture) investiti negli ultimi quattro anni, di recente abbiamo deliberato altri 10 milioni di spesa. Per la cura di alcune patologie siamo i primi in Italia. Gli interventi di alta specialità sono passati dal 15 per cento del 2011 al 18 per cento del 2013. E il 58 per cento dei ricoveri sono chirurgici con un forte rialzo dell’attività ambulatoriale».
Non è che la Regione spinge per fare di Careggi un centro di eccellenza a spese degli altri ospedali toscani?
«Per niente. È sbagliata l’idea di voler far passare l’immagine di Regione matrigna. Cito solo un esempio: il Nuovo Santa Chiara (358 milioni per costruirlo, ndr). È un progetto che vale quasi quanto i quattro nuovi ospedali realizzati di recente (Lucca, Pistoia, Prato e Massa Carrara). Si guarda il momento contingente senza avere uno sguardo sul lungo periodo. Cisanello tra cinque anni diventerà uno dei primi policlinici in Europa. Ma davvero si può pensare di spendere centinaia di milioni di euro per un ospedale che poi dovrebbe essere abbandonato? Pisa non verrà indebolita. Ci piace che guardino a noi con interesse e poi un po’ di concorrenza tra primari non può fare che bene. Serve anche a motivarli».
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