Il Tirreno

Pisa

Sul Lungomonte regole diverse sulla Tasi da pagare

di Luca Lunedì
Sul Lungomonte regole diverse sulla Tasi da pagare

A Vecchiano è già stata versata a giugno la prima rata a S. Giuliano si parte da un’aliquota 0,10%, a Calci da 0,20%

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SAN GIULIANO. Lungo la strada provinciale del Lungomonte la stessa casa costa in maniera diversa. Da Calci a Vecchiano, passando per San Giuliano, infatti, sullo stesso immobile si paga la stessa tassa, ma del valore diverso. È la Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) la cui aliquota comunale è legata alla rendita catastale dell’immobile. Nei giorni scorsi i tre comuni dell’area pisana si sono dotati delle tabelle contenenti ipotesi di spesa (e di entrate) con le aliquote da applicare e ognuno di essi ha fatto scelte politiche differenti.

Come funziona. La Tasi insiste sulla prima casa (mentre l’Imu dopo le recenti modifiche di legge si applica dalla seconda in poi) e serve al Comune a coprire le spese sostenute per i servizi come illuminazione pubblica e pulizia delle strade. Per legge l’aliquota comunale massima è dello 0,25% ma ogni Comune ha la facoltà di arrivare allo 0,33% con il vincolo che l’extra gettito così ricavato sia destinato alle detrazioni per i cittadini. Entriamo nel dettaglio.

San Giuliano. È la più recente (la delibera del consiglio comunale è la n°66 del 9 settembre) e si modula secondo quattro fasce di rendita catastale: per valori fino ai 250 euro l’aliquota è dello 0,10%, si sale allo 0,20% per rendite comprese fra 250 e 700 euro, si applica lo 0,30% per quelle comprese fra 700 e 1000 euro e si applica il massimo dello 0,33% per valori oltre i 1000 euro. Quattro anche i casi di detrazione applicabili: 50 euro per immobili con rendita catastale fino a 500 euro, 25 euro per ciascun figlio (dal secondo figlio in poi) di età non superiore a 26 anni, 100 euro se nel nucleo familiare sia presente un portatore di handicap grave e 100 euro se è presente un invalido al 100%. Dalla Tasi il Comune di San Giuliano conta di ottenere un’entrata di 3 milioni e 400mila euro che andrebbero a coprire il 13,84% della spesa messa in preventivo per i diversi servizi da sostenere (che ammonterebbero, secondo la stima del Comune, a 24 milioni e 571.768 euro). Poiché l’amministrazione ha saltato la scadenza del 30 maggio (termine utile per poter riscuotere la prima rata entro il 16 giugno), la prima rata per i residenti di San Giuliano è il prossimo 16 ottobre mentre la seconda, e ultima rata, scadrà il 16 dicembre. «La maggior parte dei cittadini – commenta il sindaco Sergio Di Maio – rientra nella fascia che pagherà lo 0,20%, e nelle fasce tra lo 0,10 e lo 0,20% rientra oltre il 50% dei sangiulianesi. Posso dire che in media, quella di San Giuliano, è l’aliquota più bassa della provincia».

Vecchiano. È il comune che si è mosso prima, infatti i residenti hanno già potuto versare la prima rata entro il 16 giugno e rimane da pagare solo la seconda entro il 16 dicembre. L’aliquota stabilita nella delibera n°36 dello scorso 22 maggio è dello 0,24% per tutte le categorie di immobili ad uso abitativo come prima casa, senza distinzione di rendita catastale. Vecchiano si è quindi fermata sotto la soglia massima stabilita dalla legge e non ha approfittato della possibilità di usufruire di un gettito ulteriore. Come misura equitativa ha anche stabilito che per gli immobili concessi in comodato a membri della propria famiglia (il cui Isee sia inferiore ai 15mila euro) solo il 10% della Tasi sia a carico dell’inquilino e il restante 90% a carico del proprietario, mentre normalmente la divisione è 30%-70%. La stima di Lunardi e della sua giunta è che le entrate così ricavate vadano a raggiungere 1 milione e 218.158 euro che andrebbero a coprire il 46,98% delle spese previste (2 milioni e 592.509 euro). «Il resto delle spese – ha commentato il sindaco Giancarlo Lunardi – verrà coperto dalle entrate dell’Imu. Siamo stati in grado di non usare l’addizionale e questo è un merito di cui siamo orgogliosi».

Calci. La delibera risale a fine luglio (n°50 del 31 luglio) e anche per Calci sono previste quattro fasce di spesa. L’aliquota minima è dello 0,20% per le rendite catastali fino a 250 euro, la seconda fascia è dello 0,25% per i valori immobiliari compresi tra 251 e 700 euro, si sale allo 0,30% per gli immobili con valore tra 700 e 1000 euro e si arriva al massimo imponibile dello 0,33% per quelli oltre i 1000 euro. Tre sono invece le fasce di rendita che danno diritto ad una detrazione: 100 euro per le rendite fino a 250 euro, 75 euro per quelle comprese fra 250 e 500 euro e 50 euro per quelle fra 500 e 700 euro. Per tutte e quattro le fasce di rendita invece rimane la possibile detrazione di 25 euro per figlio. L’importo stimato dell’entrata derivante dalla Tasi è di 567mila euro che andrebbe a coprire il 64% delle spese (881.217 euro).

«Le entrate della Tasi – ha commentato il sindaco Massimiliano Ghimenti -saranno minori di 85mila euro rispetto a quello che avremmo riscosso con l’Imu se fosse rimasta sulla prima casa. Ci sarà un ridimensionamento complessivo e generalizzato delle tasse da pagare». Anche per Calci la prima rata scadrà il 16 ottobre e la seconda entro il 16 dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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